vino scuolaNei giorni che hanno preceduto la Pasqua al Senato è stato presentato un Disegno di Legge che ha come obbiettivo l’introduzione nella scuola italiana della materia ‘’Storia e Civiltà del Vino’’, promotore dell’iniziativa è il senatore Dario Stefano (Sel) componente della Commissione Agricoltura. Il nuovo progetto integrativo dell’educazione scolastica, vedrebbe coinvolte le scuole primarie e secondarie, di primo e di secondo grado, e potrebbe avere inizio in Puglia, terra d’origine del senatore, con un programma pilota che mira raccontare la nostra Italia attraverso un aspetto dell’economia agricola di maggior caratterizzazione, quella dell’uva e del vino. Le risorse necessarie sono state quantificate in 12,4 milioni di euro e permetterebbero l’introduzione di un’ora settimanale d’insegnamento della materia con relativa formazione delle figure professionali preposte a trattare l’argomento.Al di là dei colori politici, la proposta ha le basi per poter essere gradita in modo trasversale nelle aule parlamentari in quanto non esiste regione nella penisola, nella quale sia la storia che l’attuale economia non abbia forti legami col mondo del vino, settore che negli ultimi anni ha creato numerose opportunità lavorative oltre che nella produzione anche nella creazione del turismo. L’iniziativa, che ci si augura possa in tempi brevi approdare ed essere discussa in parlamento, potrebbe essere l’input per ampliare la proposta culturale scolastica e magari in un futuro che si spera prossimo, colmare un vuoto nell’insegnamento della cultura locale, quella intesa non solo come usi e costumi regionali, ma approfondire il senso della vita che non oltre un secolo fa permeava le città, i paesi, i quartieri di appartenenza. Il progetto ad ogni modo non è stato esente da polemiche, che indicavano come troppo giovani gli studenti destinatari dell’informazione in oggetto e preoccupazioni per il dilagare dell’abitudine al consumo non consapevole di alcool da parte dei giovanissimi, al di fuori delle mura domestiche, per contro il programma che si prefigge il DDL potrebbe invece attuare una sensibilizzazione ed una conoscenza consapevole del vino e del suo mondo, fase primaria di un dialogo sull’argomento che dalla scuola arriva alle famiglie. I giovani sono come barbatelle, ovvero le piccole piante di vite che vengono portate in vigna affinché possano essere curate e crescere, la cultura dei ragazzi affidata alla società è simile, se gestita con coscienza dalla società non può che generare frutti adeguati, frutti che dovrebbero essere permeati di conoscenza della storia e delle opportunità del proprio territorio. Il futuro parte dai giovani, la società dalla possibilità di cultura.

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