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La storia di Antonio e Giusy: ecco come vivono i clochard

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La storia di due clochard, raccontata da “Il Mattino”. Si chiamano Antonio e Giusy (i nomi sono prettamente di fantasia) e sono una coppia di clochard che vivono e dormono in strada vicino alla Galleria Umberto.

Lui è un ex tossicodipendente che per via di questo brutto vizio ha perso tutto, dagli affetti al lavoro. Lei invece, è la sua compagna di 44 anni che condivide il pensiero di stare “comodi” e avere un po’ di privacy rigettando l’idea anche di ripararsi in dormitorio.

Entrambi si svegliano e provano a guadagnarsi qualcosa e cercare di andare avanti con la sola cosa rimasta, la dignità: “Ci sono molte chiese abbandonate, dove si potrebbe trovare riparo. Il cardinale Sepe venne a portarci da mangiare, ma qui ogni volta che arrivano scarpe o roba utile si fa la ressa e noi ci chiamiamo fuori”.

Sensazione di disagio provate anche da Massimo (anche qui lasciamo spazio alla fantasia), un ex marinaio che si è visto costretto a perdere tutto per colpa del fallimento della sua azienda. “Il fenomeno -spiega l’assessore comunale alle Politiche sociali Roberta Gaeta-, è in forte crescita: l’utilizzo di un appartamento che ospita 6 persone a Fuorigrotta e altri 11 mini appartamenti saranno utilizzati dai senza dimora come primo tentativo di far fronte al problema”. C’è bisogno di programmazione secondo il professor Carlo Antonio Leone, presidente Fondazione Massimo Leone, che da tempo si occupa del fenomeno: “Il nostro compito è di far recuperare a queste persone la dignità che la loro condizione difficile fa perdere.” “A Napoli sono presenti circa 1500 barboni con appena 200 posti letto disponibili”, dice Antonio Mattone portavoce della Comunità di Sant’Egidio. “La cosa importante è che non si dica che i senza tetto rifiutino di essere ospitati nei centri di prima accoglienza e che soprattutto si agisca di fronte a questo problema con meno superficialità”.

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Studentessa di lettere moderne presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Amante dei libri trattanti la metafisica. Autodidatta nel campo della pittura. La sua passione è sempre stato il giornalismo, e non vede l'ora di realizzarla.