Home Cronaca & Attualità La stagione dell’anticorruzione

La stagione dell’anticorruzione

65
0

Nel gennaio 2015, iniziai una ricerca sulla cultura della responsabilità pubblica e della legalità, nell’ambito dei  percorsi e strategie di intervento dell’ASLNA2NORD, alla luce delle disposizioni che l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), il nuovo organismo per il contrasto alla corruzione , nella Pubblica Amministrazione, aveva emanato.

L’ANAC con a capo Raffaele Cantone, finalmente dava delle regole, che in prima persona coinvolgevano tutti i dipendenti della P.A., a qualsiasi ruolo professionale appartenessero. Con le linee guida , poi del 2016, dettava nello specifico i Codici di comportamento negli enti del SSN, individuando:

Area a rischio generale

Aree che necessitano, per il settore sanitario, di ulteriori specificazioni. Si tratta delle aree relative a:

  1. a) contratti pubblici;
  2. b) incarichi e nomine;
  3. c) gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio;
  4. d) controlli, verifiche, ispezioni e sanzioni.

Area a rischio specifico

Aree che necessitano, per il settore sanitario, di ulteriori specificazioni. Si tratta delle aree relative a:

  1. a) attività libero professionale e liste di attesa;
  2. b) rapporti contrattuali con privati accreditati;
  3. c) farmaceutica, dispositivi e altre tecnologie: ricerca, sperimentazioni e sponsorizzazioni;
  4. d) attività conseguenti al decesso in ambito intraospedaliero.

Codice etico

Il codice etico è il documento ufficiale dell’azienda che contiene la dichiarazione dei valori, l’insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità dell’ente del SSN nei confronti di tutti i “portatori di interesse” (dipendenti, fornitori, utenti).

Codice di comportamento

Il Codice di comportamento dei dipendenti adottato dalle singole Amministrazioni secondo quanto disposto dall’art. 54 del Decreto Legislativo n.165 del 30marzo 2001.

Regolamento ,D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 “Regolamento recante Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165”.

C’è inoltre un paragrafo specifico proprio per regolamentare l’accesso all’interno della struttura sanitaria degli informatori scientifici e dei soggetti che, per conto delle aziende produttrici/distributrici, propongono la vendita o illustrano l’utilizzo di farmaci e/o dispositivi medici.

La stessa(ASL), si legge, dovrebbe configurare misure di trasparenza volte a tracciare i contatti tra i professionisti e i soggetti incaricati dalle suddette aziende quali, a titolo esemplificativo, l’istituzione di un registro che attesti l’accesso di informatori o degli altri soggetti sopra citati all’interno dell’ente sanitario, l’interlocutore e la motivazione e il divieto di ricevere i soggetti in questione al di fuori di una fascia oraria predeterminata (punto 7 pag.10 delle suddette linee guida ).

Leggendo ciò  e riflettendo sulle polemiche scaturite in relazione alle dimissioni di Raffaele Cantone dall’ANAC, mi chiedo come è possibile che politici e ministri possano accusarlo oggi di eccessiva burocrazia.

In realtà io percepisco un’  estrema chiarezza nelle regole di comportamento, elaborate nei vari segmenti del nostro sistema socio-economico, e non un vincolo alle attività economiche, come affermano alcuni.

Quest’ultimo dato viene smentito dal forte impulso dato  all’attività per prevenire l’infiltrazione della corruzione negli appalti pubblici e dagli interventi sulle operazioni sospette o a rischio.

Il Mose, l’Expo, la ricostruzione post terremoto nel centro Italia, la riforma del Codice degli appalti sono solo alcuni degli ambiti su cui l’Anac è intervenuta in questi anni.

In più non bisogna dimenticare i riconoscimenti ricevuti  dalle organizzazioni internazionali (Commissione europea, Consiglio d’Europa, Ocse, Osce, Fondo monetario) e il significativo miglioramento nelle classifiche di settore. Dal 2014, infatti, come dichiara lo stesso Cantone, “il nostro Paese ha compiuto grandi passi avanti nel campo della prevenzione della corruzione, tanto da essere divenuta un modello di riferimento all’estero. Sono circostanze che dovrebbero rappresentare motivo di orgoglio per l’Italia, invece sono spesso poco riconosciute come meriterebbero”.

In seguito ad ulteriori commenti , rilasciati a caldo , del tipo  “dopo oltre cinque anni, sento che un ciclo si è definitivamente concluso, anche per il manifestarsi di un diverso approccio culturale nei confronti dell’  Anac e del suo ruolo” non è difficile intuire una forte delusione.

Certo, i rapporti con il Governo giallo-verde non sono mai decollati. Il “non abbiamo in questo momento i risultati che ci attendevamo. Forse avevamo investito troppo sull’ Anac” pronunciato dal premier Giuseppe Conte qualche mese fa nell’aula della Camera, non è mai stato digerito e anche gli attacchi al ‘codice degli appalti’, non sono certo piaciuti.

Alla fine resta il fatto che una persona onesta e competente deve lasciare il suo incarico , poiché come al solito la politica ancora fa fatica a privilegiare il “bene Comune” tralasciando gli interessi di parte.

Si spera solo che questa volta, l’opposizione sappia controbattere concretamente , salvaguardando il futuro dell’ANAC, così com’è stata concepita dallo stesso Raffaele Cantone.

 

Articolo precedenteGruppo Napolincasa. La programmazione degli obiettivi per Dicembre 2019
Articolo successivoLSU e Navigator. Consigliera Ciaramella: “l’unico nemico è il precariato. Nessun ostacolo al diritto al lavoro “
Sono laureata in sociologia e scienze religiose. Sposata con Rino ho due figlie, Marianita psicologa e attrice, Anna universitaria, poi ci sono in famiglia anche Brando e Luki due cani che ormai sono considerati a tutti gli effetti componenti del nostro nucleo familiare ed una coppia di merli che da anni occupano abusivamente il mio giardino. Sono la responsabile URP del D. S.43 di Casoria. Oltre al lavoro e alla famiglia a cui dedico la maggior parte del mio tempo, faccio volontariato nel doposcuola parrocchiale. Amo leggere fin da quando ero bambina, la mia autrice preferita è Elsa Morante, ma anche Umberto Eco non mi è indifferente. Non vorrei però tralasciare Manzoni, di cui fin dalle scuole medie sono stata fans appassionata, anche negli anni caldi della contestazione, in cui veniva considerato antiquato e superato da tutti i miei amici. Tra i poeti ,preferisco Eugenio Montale ed Orazio. Questa in breve sono io.