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La scelta sulla carta d’identità di donare gli organi. A Casoria il servizio non esiste

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donazione-organi1Ci sono scelte che ci cambiano e ci elevano. Scelte segno di generosità verso il prossimo. Tra tali scelte c’è di certo quella di diventare donatore di organi e tessuti. Una decisione che si può prendere solo con profonda consapevolezza. Per decidere in modo consapevole è opportuno ed importante informarsi e capire. Il sistema italiano è tra i più garantisti al mondo. In materia non vige il principio del silenzio-assenso. Ci sono diversi modi per dichiarare la propria volontà: tra questi, l’Ufficio Anagrafe del Comune può raccogliere e registrare la dichiarazione di volontà sulla donazione di organi e tessuti per i maggiorenni o al momento del rinnovo della tessera. Sono diversi i Comuni che, ad oggi, hanno aderito al progetto “Una scelta in comune” e ad essere interconnessi con il Sistema Informativo Trapianti. Questa nuova opportunità di espressione della dichiarazione di volontà offerta ai cittadini è possibile grazie agl’interventi normativi di cui all’art. 3 comma 8-bis della l. 26 febbraio 2010 n. 25 e al successivo art. 43 del d.l. 21 giugno 2013 n. 69, così come modificato dalla legge di conversione 9 agosto 2013 n. 98. E’ possibile anche cambiare idea e cancellarsi dal SIT recandosi presso la propria ASL di appartenenza oppure, limitatamente al momento del rinnovo del documento d’identità, presso l’Ufficio Anagrafe del Comune, ricompilando l’apposito modulo per la successiva trasmissione del dato al SIT. Il Centro Nazionale Trapianti con i Centri Regionali per i Trapianti e le associazioni di settore devono provvedere alla formazione degli operatori dell’ufficio anagrafe con incontri formativi. Per quanto concerne la Regione Campania, la recente normativa fa capo al DGR 158 del 3 giugno 2014 (registrazione della dichiarazione di volontà sulla carta d’identità). A questo punto c’è da chiedersi: se la disciplina è così dettagliata, se tale manifestazione di volontà non è lesiva di alcun diritto altrui e non comporta oneri eccessivi per i Comuni, perché quest’ultimi non si adeguano tutti alla normativa e si aprono a questa nuova procedura? Per tale ragione il nostro giornale è stato contattato dalla signora Rosalba Ciervo, che ci ha raccontato la sua storia.
Rosalba, la tua scelta di diventare donatrice di organi e tessuti da cosa è derivata?
Tempo fa lavoravo al centro trapianti del Monaldi e ho constatato la realtà dei trapiantati, dei bambini soprattutto, di come vivono e la gioia che c’è quando arriva una donazione. Sono rimasta colpita nel profondo. Già ero donatrice di sangue e piastrine. Il mio punto di vista è che la svolta deve partire dal Comune, nonostante ci siano tante altre associazioni e realtà che consentono una simile scelta e dichiarazione di volontà, perché tutti hanno la tessera d’identità.
Rosalba, raccontaci cosa è accaduto a te e a tua figlia.
Ilenia, mia figlia, vuole diventare, come me, donatrice di organi e tessuti. Vive a Roma e una volta scesa a Napoli per le feste di Natale voleva approfittarne per fare la carta d’identità nuova, perché smarrita, aggiungendo alla tessera anche la dicitura “donatore di organi e tessuti” e siamo andate al Comune. I due funzionari, tra di loro non coordinati, ci hanno indirizzato malamente. Non mi sono arresa e sono andata dal responsabile e mi ha detto che a Casoria questo servizio non esiste ancora nonostante in un momento precedente si fosse mostrato aperto alla cosa, aperto anche ad organizzare un evento in villa comunale per sensibilizzare i cittadini e raccogliere consensi.
E’ obbligatorio per legge da parte dei Comuni consentire una tale dichiarazione sulla carta d’identità?
No, ma c’è una normativa precisa al riguardo. Il Comune può scegliere di farlo con delibera comunale. Io sono molto arrabbiata per come siamo state trattate, ma il mio intento è solo quello di diffondere una cultura di solidarietà. E’ una scelta discrezionale del Comune che può aiutare tante persone.
Perché secondo te è importante donare?
Io sono molto religiosa e ho riflettuto a lungo su questa scelta, fino a comprendere che se non posso esserci più e qualcosa di mio può aiutare qualcuno che sta soffrendo, perché non farlo? Io ci credo molto, ormai sono tre anni e vorrei fare di più.
In che modo potresti fare di più?
Giro molto, spiego in giro il senso di una scelta del genere e vado avanti nonostante a volte mi trattino male. Credo sia un atto di generosità verso il prossimo.
Un atto cristiano, dunque?
Non so se la Chiesa accetti o meno la donazione, ma dentro di me sento che è giusta, e tanto mi basta.
Cos’altro vuoi trasmettere ai nostri lettori?
Che forse bisognerebbe farsi un giro negli ospedali, vivere certe realtà e solo allora comprendere nel profondo la sofferenza delle persone. Vedere le persone finire fa male.
Grazie Rosalba, ci hai davvero illuminati al riguardo.
Per maggiori informazioni consultare il sito: http://www.trapianti.salute.gov.it/cnt/cntDettaglioMenu.jsp?id=222&

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Giovane redattrice e membro della Croce Rossa Italiana. Appassionata di lettura, teatro e jazz, nel corso dei miei studi universitari alla Facoltà di Giurisprudenza ho, altresì, maturato uno specifico interesse per il tema dei diritti umani. Scrivo con lo sguardo rivolto, sempre, allo scenario internazionale. Legata alla figura autorevole di Oriana Fallaci, sprone ed esempio di coraggio, ho abbracciato un suo pensiero: “Se sono brava non lo so, lavoro duro, lavoro bene. Ho dignità. Ho una vita per dimostrarlo”.