Home Emergenza COVID-19 La Rubrica, con i vostri pensieri, di #iorestoacasaescrivo

La Rubrica, con i vostri pensieri, di #iorestoacasaescrivo

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Descriverei propri stati d’animo ed esprimere riflessioni personali ci mette in contatto gli uni con gli altri. Insieme è possibile liberarsi da pensieri negativi, ma anche scoprire nuovi punti di vista, arricchendosi. Le preoccupazioni vissute da tutti noi, però, non frenano l’ottimismo, la voglia di ricominciare, di rivedere e rivivere le nostre città in tutto il loro splendore. Grazie ancora a tutti voi, per il modo in cui vi state raccontando, con trasporto, passione e sincerità.

Antonio: PANDEMIA. L’arrivo dell’anno 2020 è stato annunciato e celebrato dai media di tutto il mondo nel migliore dei modi possibili e immaginabili. Tutti concordavano nell’attribuire a questo numero composto dinumeri doppi uno splendido e roseo avvenire ricco di soddisfazioni per le popolazioni ed invece questa cifra così simbolica e ripetitiva si è rivelata subito nefasta per l’umanità intera. Come si fa a non ricordare e considerare in un’ottica diversa tutte quelle belle e simpatiche ore trascorse al cinema, quando i grandi registi americani riuscivano ad attirare moltissime persone con filoni cinematografici che trattavano di megadisastri dovuti a terremoti, maremoti, incendi, eruzioni di vulcani, dinosauri, naufragi di grandi navi, invasioni di extraterrestri, PANDEMIE ed altro. Tutti erano quasi entusiasmati ed affascinati, grandi e piccoli, nel vedere qualcosa di terribile, ma in quel momento nulla ti poteva nuocere, mentre con le loro assurde trame sconvolgevano una parte del pianeta o minacciavano il mondo intero. La gente se ne stava seduta tranquillamente a vedere film catastrofici, adagiati su di una bella e comoda poltrona, a mangiare pop corn. Ora non siamo più spettatori, ma dei veri attori, perché non si tratta più di una scena di un film, ma di una vera pandemia. In Italia, i primi ad essere colpiti sono stati i Lombardi, motore della nostra economia, persone operose che non si fermano mai. Abbiamo visto filmati di splendide e meravigliose città del Nord, come Milano, Bergamo, Brescia, Venezia, Torino, Genova ed altre, deserte senza vita, costrette a fermarsi. È stato un dramma, nonostante tutte quelle immagini di bellezza e magnificenza di cattedrali, chiese, palazzi storici, piazze, strade circondate da incantevoli fiumi, mari, montagne, colline e pianure.  Ai primi divieti di non muoversi e restare a casa non tutti si comportano nel modo giusto e moltissimi Italiani dal Nord scappano verso il Centro, il Sud e Le Isole, portando con sè anche il contagio. Forse nelle prime fasi della Pandemia ci sono state delle sottovalutazioni di quello che stava accadendo ed è venuta a mancare la tempestività nel decretare ordini categorici ed immediati provvedimenti di controllo. Un po’ in ritardo arrivano le quarantene parziali e poi nazionali, che ordinano agli Italiani di restare a Casa. Molti lo fanno, altri non si curano del pericolo. Gli Italiani cercano di essere tutti uniti nel restare a casa, organizzandosi dai balconi, finestre ed altro, per cantare all’unisono l’Inno patriottico di Mameli ed altre canzoni. Nei loro volti si scorge dipinta la voglia di solidarietà verso il prossimo.Si sente il bisogno di rispondere in massa alle benedizioni e alle veglie di preghiera con l’Intervento di Papa Francesco. E come si può dimenticare quella sua uscita a piedi dal Vaticano, mentre Egli camminava un po’ barcollante in una Roma deserta, per pregare davanti ad un famoso Crocifisso. Per chiedere a Dio di arrestare questa atroce Pandemia. Tutti gli Italiani nel seguire quella scena si sono profondamente commossi. Nelle case si pregava per tutti gli Italiani defunti e delle numerose difficoltà di onorarli e seppellirli secondo il nostro Culto. Si pregava tantissimo per gli operatori sanitari, personale addetto, Protezione Civile, volontari, Forze dell’Ordine, le Forze Armate, la Polizia Municipale, associazioni ed altri, che come coraggiosi soldati si trovavano in prima Linea a combattere un nemico invisibile e subdolo, per evitare altri decessi ed alleviare le sofferenze dei ricoverati.Per quanto mi riguarda, condividonelle chat messaggi positivi e rassicuranti, telefono a familiari ed amici; tutti noi abbiamo una grande voglia di ricominciare e di andare avanti.  Leggo qualche libro, giornale ed altro. Prego e leggo qualche pagina del Vangelo. La preghiera e la lettura mi danno stimoli e la forza necessaria, per non avere paura del domani. Sono preoccupato anche io,a causa di questo Coronavirus,per i miei figli e le rispettive donne, per mia moglie, le mie sorelle, parenti e amici e soprattutto per le tantissime personeche hanno perso dei familiari. Mio figlio e la moglie aspettano una bambina, che nascerà tra circa un mese; spero con tutto il cuore che Ella possa venire al mondo in assoluta tranquillità, sicurezza ed adeguata assistenza. Come si può fare ad immaginare l’arrivo della mia adorata nipotina senza poterla vedere e neppure abbracciarla appena un po’per esprimergli un sentimento di gioia e di amore.  E non sentire nemmeno quel dolce profumo di nuova Vita.Stiamo vivendo senza poterci scambiare un gesto d’affetto. Tutto ciò è molto doloroso. Camminando nella città di Siena ho contemplato l’affascinante Centro Storico, lo splendido paesaggio e nelle strade ho visto sventolare le bandiere con i colori delle Contrade esposte sui palazzi antichi. Il Duomo si elevava maestoso con la sua facciata di marmi preziosi, mentre la Piazza del Campo situata all’interno di edifici formava una meravigliosa conchiglia, mostrando la torre del Mangia col magnifico palazzo Pubblico slanciarsi verso il cielo. Siena racchiusa nelle sue mura e da imponenti porte conserva da secoli un patrimonio di opere d’arte di inestimabile valore. È spaventoso come il Coronavirus abbia potuto cambiare le foto ed i filmati della suggestiva città del Palio nel trasformarla in una Siena deserta, spettrale e senza umanità, privando i suoi cittadini e gli interminabili flussi di turisti, provenienti da tutto il mondo, di passeggiare nel Museo a cielo aperto e soprattutto di riuscire a fermare il “PALIO”.  Adesso tocca a noi combattere contro questo maledetto “Coronavirus”e non ci sarà neppure l’Eroe preferito di un film a difenderci.  Per salvarci dobbiamo rispettare le regole e restare a casa.  Sono certo che questa diffusa Pandemia sarà sconfitta e dopo, piano piano e con l’aiuto di Dio, torneremo a vivere”.