Si è tenuta ieri mattina, a Napoli, nella sala “Cirillo” di Palazzo Matteotti, la presentazione per la sola stampa del cortometraggio “Liliana”.
Stasera, alle 21:00, a Palazzo Venezia ( in via San Benedetto Croce, a Napoli), la proiezione sarà aperta al pubblico. L’opera è prodotta dall’associazione Media Movie , in collaborazione con Phoenix. Il ruolo di Totò è interpretato da Umberto Del Prete, mentre quello della protagonista, Liliana, da Ambra Hermin; nei panni del padre di Totò vi è Gianni Parisi. Altri interpreti sono: Ciro Giorgio, Margi Villa Del Priore, Giuseppe De Felice e Nicola Lettiero. Sono stati venti minuti di emozioni in cui la platea è tornata indietro nel tempo, nella Napoli del 1929, e ha rivissuto velocemente la storia d’amore tra il principe della risata Antonio De Curtis e la soubrette genovese Liliana Castagnola. La coppia si conobbe al teatro Odeon. Totò iniziò subito, come al suo solito, a corteggiare la bellissima donna e dopo un breve scambio epistolare nacque un’intensa relazione amorosa tra i due. Il carattere eccentrico di Liliana e il peso di un passato burrascoso, ricco di pettegolezzi per le sue numerose storielle con ricchi industriali, rendevano, però, la donna soggetta a pregiudizi. La famiglia di De Curtis, infatti, non appoggiava il loro legame, che giorno dopo giorno iniziava a inclinarsi. Ma la causa principale della fine del rapporto fu l’ambizione del giovane artista, che vedeva aprirsi dinanzi a sé una splendida carriera, alla quale non volle rinunciare per un amore incerto. La soubrette, dopo la separazione dal principe, si tolse la vita nella pensione degli artisti ove alloggiava. Fu trovata morta da una cameriera.
Quando Totò fu chiamato trovò una lettera indirizzata a sé e raccolse e conservò un fazzoletto trovato ai piedi del letto, al fine di tenere per sè le ultime lacrime che la sua amata gli aveva dedicato. Questa breve storia segnò profondamente il De Curtis, al punto da seppellirla nella cappella di famiglia e da dare alla sua unica figlia il nome di Liliana.
Autore e attore protagonista del cortometraggio è Umberto Del Prete, giovane frattese appassionato di Totò che si diverte da sempre ad imitarlo. In questo caso il Del Prete si è cimentato in un lavoro molto arduo. Nel 2015 ha iniziato a lavorare alla stesura del suo progetto, che lo ha impegnato tanto. Non è stato facile dare vita ad uno stralcio della vita del principe non noto a tutti e soprattutto è stato difficile cercare di “ricostruire” la Napoli degli anni Trenta, nell’intento di cercare, a suo modo, di far rivivere agli spettatori i momenti passionali e struggenti della tormentata storia d’amore tra Totò e Liliana. Non meno ricco di difficoltà è stato il compito del regista, Emanuele Pellecchia, e del D.O.P Raffaele Franzese, che in poco tempo e con mezzi minimi sono riusciti a cogliere l’idea dell’autore e a porre l’attenzione su Liliana, personaggio di cui pochi si sono interessati nel corso della storia, provando soprattutto a scinderla e a metterla in luce rispetto a Totò, che difficilmente nella vita e in arte è passato in secondo piano.
Il corto è stato seguito da un interessante speciale sulla vita di Liliana Castagnola, da cui si evincono lo studio e la cura legati ai personaggi e l’attenzione data ad ogni piccolo dettaglio.
Ne deriva un prodotto cinematografico di spessore, che si spera – come ha augurato Elena Coccia, la delegata alla cultura e allo sviluppo del sindaco di Napoli, presente in sala – si faccia portavoce della grandezza e della bellezza della nostra città metropolitana e ottenga i giusti meriti dalla critica.
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