Afragola Salicelle“…Oggi Antonio torna in quel buco di 40 metri quadrati che chiama “casa”, ad Afragola, nel quartiere Salicelle…”

Oggi Antonio torna a casa. Un piccolo ragazzotto del quartiere Salicelle di Afragola, 15 anni, alto 1.82, corporatura robusta, occhi fissi verso il vuoto, vestito con jeans neri e maglia firmata. Sembra un giovanotto come tutti gli altri, invece è appena uscito dal carcere minorile. Si era riempito di tatuaggi e per i risolvere i suoi problemi doveva monetizzare, sapeva come procurarsi il denaro e conosceva le persone giuste. E’ passato del tempo, alcuni suoi amici sono diventati maggiorenni, altri sono stati uccisi per aver cercato di vendere droga all’interno del quartiere, molti sono andati via. Oggi Antonio corre felice, ride, è uscito dal carcere. Quel vecchio stabile sembra un monastero, volevano insegnargli a fare dei lavoretti ma lui aveva la ”capa tosta”. Qualcosa del suo carattere è cambiato. Non è il ragazzotto delle Salicelle ora è cresciuto.

Oggi Antonio torna in quel buco di 40 metri quadrati che chiama “casa”, ad Afragola, una citta’ in provincia di Napoli. Nel quartiere Salicelle dove c’e’ poco o nulla. Padre disoccupato che dorme il giorno e fa qualche rapina di notte, mamma analfabeta, e otto fratelli. Tutti vivono in casa. Si’ in 40 metri quadrati. I più piccoli sono tutto il giorno in strada e quando passa un camioncino che vende pane una povera donna gli chiede gentilmente di offrire un pezzo di pane.

Oggi Antonio è tornato, ma non sa se sorridere o piangere. Porta con se un passamontagna non si sa mai, può incontrare qualche amico che gli chiede di andare a rapinare una coppietta di sera. Antonio conosce solo amici che hanno avuto problemi per droga e piccoli furti. Come può uscire da questo incubo?

I suoi amici, Vicienz o seggiaro , Pasquale o Pazz e Tonino Capa Tosta a 12 anni rubano, a 14 scippano, a 16 spacciano. Non vivono tutti nel quartiere degradato di Afragola ma a Secondigliano, Ponticelli, Scampia. Napoli, capitale dei ragazzi di strada, 68mila minori denunciati, di cui quasi diecimila sotto i 14 anni. Ma quanti invisibili sono già in lista d’ attesa? Dei bambini nessuno si preoccupa. Quanti ce ne sono in strada. Passi, li prendi, li porti via. Qualche moneta, qualche falsa promessa e la camorra investe su questi giovani. Da invisibili a perduti nel giro di pochi mesi, separano l’infanzia dall’adolescenza. Sul telefonino hanno le foto del Capo dei Capi e di Raffaele Cutolo. Tutti vogliono diventare dei Capi. E la camorra se li prende tutti. Le cronache cittadine sono piene di muccusielli, di giovanissimi che sfrecciano su potenti motoscooter. Spesso è la società a regalarli alla malavita, per incapacità o disinteresse. A pochi passi dalla casa di Antonio qualche mese fa degli uomini, pedofili, hanno violentato una sua amichetta, subiva violenze da tanti anni e nessuno si era accorto di nulla. Antonio e’ ritornato. Antonio non sa che fare…il carcere ti fa soffrire ma non guarisce, fuori ritrovi la stessa situazione di prima e allora ti chiedi che fare? La nostra vita e’ una libera scelta, ma spesso le strade sembrano a senso unico!

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