La mostra “Senz’atomica” ci ricorda che la minaccia nucleare è sempre presente

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ph corriere.it

E’ curioso come il colore più spaventoso di tutti possa essere il bianco. Lo associamo alla purezza, alla luce e alla pace dei sensi, eppure è bianca anche la scia di morte che un’esplosione atomica lascia dietro di se. A distanza di poco tempo dai test atomici della Corea del Nord, la mostra gratuita “Senz’atomica” (organizzata a Castel Sant’Elmo nella zona Vomero di Napoli) ci ricorda che la minaccia di un armageddon nucleare persiste e insiste, troppo alta è la probabilità che il Doomsday Clock (Orologio dell’apocalisse) raggiunga presto l’ora zero. Da questo simbolico orologio e da tutta un’altra serie di interessanti spunti di riflessione veniamo a sapere dei progressi fatti nella riduzione dello sfruttamento atomico ma al contempo ci vengono presentati dati allarmanti che mostrano come ancora oggi, tra casi storici e trattati non particolarmente efficaci, molte siano le testate in possesso di tantissimi paesi (tra cui l’Italia) e di quanto la loro forza distruttiva sia aumentata dai tempi di Hiroshima e Nagasaki. E proprio dalla bocca di sopravvissuti alla catastrofe che poco più di mezzo secolo fa colpì il Giappone sentiremo le video-testimonianze mentre nelle orecchie resterà ben impressa la simulazione sonora di un’esplosione atomica percepita da 60km di distanza, in poco spazio è possibile avere un buon ventaglio di multimedialità a tema. Ma un pregio di questa Senz’atomica è sicuramente il soffermarsi tanto sui problemi quanto sulle possibili soluzioni: Si parla di “cambiare la direzione del cuore” per cambiare la direzione del mondo, di dare un input affinché il nostro fare sia d’esempio per il prossimo e da qui si costruisce un disegno abbastanza utopistico che rispecchia la natura religiosa di una delle congregazioni contribuenti della mostra (Soka Gakkai) ma indubbiamente ideale e non inverosimile nell’ottica di una presa di coscienza generale.


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