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La Memoria restituita

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A Palazzo Ricca (via Tribunali, 214), sede del Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, l’Associazione culturale  NarteA ha messo in scena sabato 22 alle 21 e domenica 23 luglio alle 20,00 La città degli Altri, che racconta il tema della sofferenza psichica sincronicamente, cioè nel tempo, partendo da quando Napoli era la capitale del Regno delle due Sicilie, interfacciando i casi clinici   con le fedi di Credito, ( una sorta di assegno circolare con cui veniva pagato  “il mastro dei matti” per la sorveglianza dei FOLLI rinchiusi negli  ospizi del Regno ) presenti nell’Archivio Storico del Banco di Napoli.

Ma la narrazione diventa diacronica, quando il personaggio dell’infermiera dell’Ospedale Psichiatrico “L. Bianchi”, sig.ra Anna, ricorda i suoi pazienti, le loro storie.

Da questa dialettica temporo-spaziale, è  scaturito un lavoro teatrale coinvolgente, in cui ” le urla ed i silenzi dei matti” hanno scalfito l’anima, scuotendo dal torpore e dai disagi di un afoso pomeriggio di luglio, le menti, per riflettere ancora una volta sul “dramma della malattia mentale”.

Viene spontaneo, alla fine dell’ excursus storico-antropologico, pensare che in fondo, oggi , come diceva “Rafele o Marenaro” il personaggio principale , la malattia mentale non esista, ritenendo che aver liberato “ i matti” dal Manicomio basti. E invece non basta, bisogna ripensare un paradigma d’integrazione socio- sanitaria che anche culturalmente rivoluzioni il nostro modo d’intendere irresponsabilmente e affaristicamente la malattia mentale, iniziando ad es. ad attivare i budget di salute per una gestione trasparente e intelligente dei fondi destinati alla Salute Mentale.

Emerge chiaramente da questa pièce teatrale una risposta etica a implementare quanto suddetto, innanzitutto la solidarietà e l’empatia tra chi cura(l’infermiera) e chi viene curato (il paziente).

Nei gesti viene espresso ciò, quando l’infermiera accarezza, rassicura, esorcizza le paure ed i fantasmi con canti e ninnananne   dialettali. Tale modalità di approccio, definita “maternage” è un’opzione terapeutica validata anche dai fautori della psichiatria di matrice  basagliana.

Quanta tenerezza c’è nella sofferenza, l’ho percepita nella stigmatizzazione sociale e familiare del giovane omosessuale degli inizi del novecento che s’incrocia con la storia di Alberto transessuale ricoverato al Bianchi negli anni 50, il quale chiedeva alla sig.ra Anna ” me puort nu poco e russetto”.

Il fil rouge dunque che attraversa queste storie, il denominatore comune è la follia. Ma alla fine di questo spettacolo mi interrogo e ritengo che i cosiddetti folli forse siano normali, piuttosto è la nostra indifferenza, la cattiveria dei sani che io reputo, nel senso letterale del termine “ aberrante follia”.

La “Città degli Altri” è stata scritta da Febo Quercia e interpretata da Marianita Carfora, Sergio Del Prete, Valeria Frallicciardi, Serena Pisa, Peppe Romano e Alessio Sica, diretto dallo stesso Quercia e da Fabiano Fazio, si avvale inoltre delle scene di Marco Perrella e dei costumi di Antonietta Rendina.

Voglio aggiungere che il personaggio dell’infermiera Anna, interpretato da mia figlia Marianita Carfora, è ispirato a mia mamma, infermiera psichiatrica al Leonardo Bianchi dal 1953 al 1992. Con orgoglio ed affetto Marianita ha voluto dare voce al personaggio   dell’infermiera Anna che per anni ha svolto con amore e passione il suo lavoro tra gli ammalati mentali.

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Sono laureata in sociologia e scienze religiose. Sposata con Rino ho due figlie, Marianita psicologa e attrice, Anna universitaria, poi ci sono in famiglia anche Brando e Luki due cani che ormai sono considerati a tutti gli effetti componenti del nostro nucleo familiare ed una coppia di merli che da anni occupano abusivamente il mio giardino. Sono la responsabile URP del D. S.43 di Casoria. Oltre al lavoro e alla famiglia a cui dedico la maggior parte del mio tempo, faccio volontariato nel doposcuola parrocchiale. Amo leggere fin da quando ero bambina, la mia autrice preferita è Elsa Morante, ma anche Umberto Eco non mi è indifferente. Non vorrei però tralasciare Manzoni, di cui fin dalle scuole medie sono stata fans appassionata, anche negli anni caldi della contestazione, in cui veniva considerato antiquato e superato da tutti i miei amici. Tra i poeti ,preferisco Eugenio Montale ed Orazio. Questa in breve sono io.