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La mancanza di comunicazione nell’era della comunicazione globale.

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Comunicare è una necessità insita nella natura dell’uomo.

Si inizia fin dal principio con il pianto, per comunicare disagi o bisogni. E’ con la comunicazione che si trasmettono pensieri, emozioni, paure, problemi. Poter comunicare è una forma di libertà, di apertura, di conoscenza reciproca. I social che tutti noi utilizziamo, ci permettono di comunicare in tempo veloce qualsiasi cosa, a qualunque persona in ogni paese, meno che in quelli dove esistono regimi e chiusure.

Ormai è più facile carpire informazioni da persone normali, conosciute tramite i social, che da agenzie di informazioni ufficiali. Oltremodo, negli ultimi anni, sia a livello mondiale che nazionale e locale, sui social si fa politica molto più che nei luoghi dedicati. Allo stesso tempo però, capita sempre più spesso di assistere a comportamenti di chiusura da chi invece dovrebbe essere aperto e a disposizione di chi vuole informarsi per informare. 

Negli ultimi periodi, la mancanza di comunicazione da parte di importanti enti nel tessuto sociale del nostro territorio, ha creato e sta creando inutili polemiche e confusione. Appunto proprio perché la comunicazione è veloce e possibile per chiunque, che diventa un’arma a doppio taglio che da una parte tira fuori le notizie, dall’altra tanta inutile confusione. 

L’informazione manipolata, telecomandata, può far contenti chi conta, ma certo non dà il reale valore alla condizione attuale. In ogni campo, in ogni situazione, i cittadini hanno bisogno di sapere, inutile nascondere i problemi, far finta di niente. Che sia scuola, comune o comando di polizia municipale, o qualsiasi altro ente pubblico, in questa città tutto sembra essere secretato.

La mancanza di comunicazione, dà il là a notizie volatili prive di fondamento che si alimentano velocemente sul circuito digitale, causando più danni che vantaggi a chi si sta abituando a chiudersi e aprirsi solo agli amici degli amici. 

Inutile attaccare chi vuole informare, chi vuole dare ai cittadini la possibilità di sapere.  

“Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.  

Questo non lo diciamo noi ma l’Art.21 della Costituzione della repubblica Italiana. 

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Raccontare quello che accade senza dare giudizi, senza cedere alle pressioni, probabilmente non è il giornalismo dei giorni nostri, ma è sicuramente dare il giusto servizio ai lettori. Vive a Casoria, scrive, fotografa, sogna.