SAM_3340“Basta dire che io amavo il Padre Ludovico con affetto non tanto vivo, quanto riverente e umile, con un affetto di figliuolo e di discepolo, e ciò sopratutto perché sentivo dentro di me ch’egli era un SANTO. Lo sentivo con tanta sicurezza, che se cento o mille m’avessero detto il contrario, io avrei creduto più a quella misteriosa e intima voce della coscienza che affermava, anzi che non a cento o mille che volessero negare. Questo pensiero, Egli è un SANTO, mi spingeva ad amarlo, mi scaldava ad operare secondo Dio, quando certe miserie che mi erano attorno tentavano d’agghiacciarmi, mi faceva bene, e talvolta m’illuminava nelle ore più oscure della mia vita”. Intendo fare mie le parole del Cardinale Capecelatro che conobbe il nostro Padre Ludovico, per augurarvi con letizia francescana un buon cammino di preparazione alla Canonizzazione del fraticello di Casoria. Ritengo d’altronde che questi siano i sentimenti di tanti fedeli e casoriani che, da anni, attendevano di vederlo indicato come esempio a tutta la Chiesa Universale. Padre Ludovico era Santo, è SANTO!

Quello del Padre Ludovico con Casoria è stato un rapporto profondamente caritatevole e devozionale, spulciando alcune delle sue lettere, raccolte, in tre volumi, dallo storico della provincia minoritica Padre Gioacchino D’Andrea si leggono delle tantissime opere caritatevoli che aveva realizzato e voleva realizzarvi. Nel 1880 realizzò nella nostra città il Pio Monte di prestiti gratuiti contro l’usura, una piaga che evidentemente già all’epoca attanagliava tantissimi cittadini.

La Sua mente brillava per ingegno e fino all’ultimo istante della sua vita l’adoperò per realizzare nuove e diverse opere assistenziali, per alcune fu impedito dal sopraggiungere della morte, ma lui, pur avendo scelto l’istituto che costruì a Posillipo come luogo destinato a conservare i suoi resti mortali, non ha dimenticato la sua Casoria. Vi informo, richiamandovi però alle necessarie cautele e a non esasperare la situazione, che una fonte “miracolosa” è stata ritrovata nella sua Casa Natale per suo stesso volere. Chiariamo da subito che non è l’acqua ad operare il miracolo ma è la fede, l’acqua è lo strumento attraverso il quale il Beato si rende a noi presente. Alcuni mesi fa una donna gravemente malata, durante un periodo di coma, vedeva accanto a sè un frate vegliarla giorno e notte, il frate, che poi ha scoperto essere il nostro Ludovico, prima di andare via le ha steso il suo mantello sull’addome, quasi riproponendo il racconto che ci fa il Capecelatro della visita del Beato a Sua Maestà Ferdinando II.  Il Re che si trovava gravemente ammalato a Bari fu visitato da P. Ludovico, che entrato nella stanza lo guardò con uno sguardo affettuosissimo, poi togliendosi il mantello e gettandolo sull’infermo disse con voce commossa: “Sin oggi tu hai fatto il re. Ora devi farti piccolo e obbedire a San Francesco. Io piccolo frate di San Francesco in nome suo ti dico, che ora devi venire in Napoli o in Caserta per provvedere meglio alla tua salute“. Il re, il giorno seguente accettando il volere del Padre si imbarcò per Napoli.  Allo stesso modo, durante il sogno, il Beato toltosi il mantello lo ha lasciato sulla donna e le ha chiesto di bere l’acqua della fontana della sua casa natale. La donna risvegliatasi dal coma ha chiesto ad una sua parente di recarsi a Casoria per cercare questa fonte, ricordando che nel sogno l’acqua sgorgava da una fontana con due beccucci. Ricevuta l’acqua e dopo averla bevuta ha riscontrato un netto miglioramento di tutte le condizioni fisiche, anche se non è guarita del tutto. La testimonianza di questa grazia, conosciuta da poche persone, non ha impedito ad alcuni di andare a bere o bagnarsi con quell’acqua e pare che anche altre persone attestino di aver ricevuto beneficio. Il privilegio più grande che il Beato vuole lasciarci nell’approssimarsi della sua canonizzazione è lo spirito fraterno, caritativo ed evangelizzatore. Seguendo queste tre strade della fede, per essere protagonisti e promotori del carisma Ludoviciano, dobbiamo impegnarci a vivere nel quotidiano il suo insegnamento, e riusciremo solo in tal modo ad onorarlo degnamente.

 

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