Passata l’estate ci si avvia verso la stagione fredda, e con essa il maltempo ed i disagi che da sempre si presentano al comparire delle prime piogge.

La recente “alluvione” e le immancabili voragini che vanno ad arricchire il già congruo panorama di buche e fossi, riaprono una polemica in verità mai sopita: lo spreco di denaro pubblico.

Già, perché a guardare le strade ridotte ad una gruviera, quando non allagate o invase dai rifiuti, viene da chiedersi come sia possibile che non ci siano risorse sufficienti anche solo ad abbozzare un piano di risistemazione delle strutture cittadine, in primis le strade.

Il Programma PIU Europa doveva essere un’occasione per colmare le lacune strutturali che ci portiamo dietro da decenni, esattamente da quando la città è stata consegnata a chi, con la selvaggia speculazione edilizia, ha distrutto ogni traccia di decoro urbano e razionalità negli interventi del Settore Pubblico.

Pensateci bene: stazione ferroviaria in centro e aeroporto a due passi, collegamenti stradali con Napoli appena fuori porta e Casoria perde man mano occasioni di sviluppo e di attrazione per gli investitori, spesso per un motivo grottesco, quasi surreale ma purtroppo fin troppo reale.

La manutenzione delle strade, l’adeguamento delle strutture e dei servizi non è all’altezza di una città moderna, e questi problemi si aggiungono alla già precaria situazione sociale, come tutti hanno avuto modo di verificare con la questione della Globo, insediatasi nell’area ex Carrefour.

Alla luce di tutto ciò, appare ancora più grave la vicenda degli sprechi di finanziamenti che avrebbero potuto rappresentare un vero e proprio volano per l’economia di Casoria.

Tanti erano gli interventi programmati sul territorio, ma basta guardare cos’è avvenuto in Piazza Cirillo per comprendere cosa sia accaduto; la Procura di Napoli, in particolare la direzione distrettuale antimafia stanno indagando sulla vicenda, ed il lavoro degli inquirenti ha già consentito alla Guardia di Finanza di eseguire un’ordinanza cautelare indirizzata ad una settantina di persone.

Indagini che vanno oltre Casoria e che coinvolgono tante province campane, gettando una volta di più una sinistra luce sul sistema di affidamento e gestione di appalti nell’ambito dei lavori pubblici.

E’ bene familiarizzare con un’amara realtà: una parte della politica e delle amministrazioni, in un sistema integrato di connivenze, amicizie e agevolazioni lavora nel sottobosco istituzionale per lucrare sui soldi dei cittadini, e questo cancro diffuso e radicatissimo impedisce qualsiasi progetto di rilancio di realtà come quella di Casoria, che proprio da piani come il PIU Europa possono sperare di avere le risorse necessarie, impensabili altrimenti.

Ecco qual è la situazione ed ecco il nemico contro cui qualsiasi amministrazione si dovrebbe scagliare; purtroppo dobbiamo registrare l’ennesima occasione persa, l’ennesimo scandalo ai danni dei contribuenti, sperando che l’ennesima occasione buttata alle ortiche non abbia rappresentato l’ultima possibilità non colta dalla città, condannandoci ad un lento ma inesorabile declino.

 

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