Di Marco Cecchinato, fino a poco tempo fa, ci si ricordava solo associandolo alla squalifica per presunte scommesse nello scandalo che nel 2016 sfiorò anche il mondo dorato del tennis.

Nato nel 1992 a Palermo, Cecchinato non vantava certo un palmares degno di nota: un solo torneo ATP vinto e 90° posto come miglior piazzamento nel ranking alla fine del 2015.

Ma nello sport le favole esistono e quella del tennista siciliano ha tutta l’aria di averne le caratteristiche.

Dopo la squalifica inizia la sua battaglia legale per far valere le sue ragioni e dopo una prima riduzione della pena il Collegio di Garanzia del Coni, nel terzo ed ultimo grado di giudizio, estingue il procedimento.

Si parla di difetto procedurale nell’originaria richiesta di squalifica, ma tanto basta a consentirgli di continuare ad allenarsi ed a giocare senza doversi fermare.

Da quel momento, pian piano Cecchinato inizia la sua risalita.

Inizia bene il 2018, con la prima vittoria in un torneo ATP a Budapest ed il 59° posto raggiunto nel ranking.

Ma il meglio deve arrivare.

Al Roland Garros, il torneo di Parigi che gli appassionati considerano alla stregua di un campionato mondiale su terra rossa, l’Italia vanta solo tre vittorie: due con Nicola Pietrangeli e una con Adriano Panatta nel 76’.

L’ultimo risultato di rilievo risale esattamente a 40 anni fa, quando Corrado Barazzutti raggiunse la semifinale battuto dallo svedese Björn Borg.

Quarant’anni senza più acuti nel tennis maschile, fino all’arrivo del 26enne di Palermo.

Nessuno pensava che Cecchinato potesse arrivare oltre il primo turno e certamente non era accreditato per andare oltre, ma l’italiano sfoggia una condizione fisica perfetta ed una maturità di gioco assoluta, come se finalmente fosse consapevole dei propri mezzi.

Già negli internazionali di Roma era riuscito ad ottenere ottimi risultati, battendo lo specialista Cuevas e sfiorando la vittoria contro il belga Goffin.

Ma Parigi inizia diversamente: dopo le vittorie contro Copil e Trungelliti arriva Pablo Carreño Busta, lo spagnolo n. 11 della classifica ATP che a Parigi è decima testa di serie.

A sorpresa si impone l’italiano vince 3-1, cedendo solo il set d’esordio; la vittoria evidentemente giova alla sua autostima e nell’incontro successivo si prende la rivincita contro Goffin, ancora una volta al quarto. Cecchinato arriva ai quarti e qui il tabellone gli riserva un incontro da far tremare i polsi con l’ex n.1 Novak Djoković, che a Parigi si presenta finalmente ritrovato dopo la lunga crisi che da oltre un anno e mezzo lo ha relegato nelle posizione più basse del ranking.

La partita è tirata: il serbo sembra nervoso ma ha ritrovato lo smalto dei tempi migliori e dopo aver ceduto il primo set 3-6 porta l’italiano al tie break nel secondo.

Ma i sogni, dicevamo, a volte si realizzano e Cecchinato vince anche il secondo.

Nole però è un concentrato di classe cristallina e nel terzo accorcia le distanze.

Si arriva al quarto; l’italiano sembra stare meglio e recupera senza sforzo su ogni affondo di Djokovic, inoltre alla consueta arma di dritto Cecchinato affianca un rovescio finalmente efficace.

Dopo un lungo e tiratissimo tie break il tennista palermitano vince 7-6 (13-11) e approda in semifinale.

In lacrime, al centro del campo Cecchinato si gode la vittoria e con lui tutti gli appassionati.

L’incredulità dei commentatori non scalfisce l’impresa, come gli stessi complimenti, tra gli altri, di Djokovic, e Wilander testimoniano.

Ora testa al prossimo incontro che lo vedrà opposto all’austriaco Thiem, in gran forma ma che non ha certo nella continuità il proprio punto di forza.

Nell’altra parte del tabellone, il favorito Nadal incontrerà l’argentino Del Potro; non è il caso di pensarci ora, Cecchinato ha davanti a sé un ostacolo difficilissimo però sognare non costa nulla.

A volte, dicevamo, le favole si realizzano…

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