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La cappellina di Sant’Antonio a Via Diaz

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FOTO D'EPOCA DEALLA STATUA DI SANT'ANTONIO DI AFRAGOLA PORTATO IN GIRO PER LA TREDICINA DEL SANTO.Questa storia è ambientata nella Casoria del 1930. Una città molto diversa da quella attuale. Immaginate un borgo ancora decisamente agricolo. Alcuni filmati del periodo del ventennio fascista mostrano la raccolta di mele annurche nella nostra città. Una città di gente perbene e laboriosa, che viveva in maniera semplice: fedele alle proprie tradizioni religiose. Via Armando Diaz, la strada che porta ad Afragola, venne costruita nel 1924. Prima la campagna casoriana collegava le due cittadine. Mentre le fonti storiche dell’ottocento descrivevano un bosco quale collegamento tra Casoria ed Afragola. Moltissimi casoriani combatterono  nella Grande Guerra, quella del 15-18. In specie la classe del 1899. Vennero definiti i ragazzi del ’99, in quanto furono precettati quando non avevano ancora compiuto diciotto anni. I primi contingenti, 80.000 circa, furono chiamati nei primi quattro mesi del 1917, e frettolosamente istruiti, vennero inquadrati in battaglioni di Milizia Territoriale. Alla fine di maggio furono chiamati altri 180.000 ed altri ancora, ma in minor numero, nel mese di luglio. Ma i primi ragazzi del ’99 furono inviati al fronte solo nel novembre del 1917, nei giorni successivi alla disfatta di Caporetto. Il loro apporto, unito all’esperienza dei veterani, si dimostrò fondamentale per la vittoria finale. Le giovanissime reclute appena diciottenni del ’99 sono da ricordare in quanto nella prima guerra mondiale, dopo la disfatta di Caporetto (24 ottobre 1917), in un momento di gravissima crisi per il Paese e per il Regio Esercito, rinsaldarono le file sul Piave, del Grappa e del Montello, permettendo all’Italia la riscossa nel ’18 a un anno esatto da Caporetto con la battaglia di Vittorio Veneto e quindi la firma dell’armistizio di Villa Giusti da parte dell’Impero austro-ungarico. A partire dal primo dopoguerra, il termine “ragazzi del ’99” si radicò ampiamente nella storiografia e nella pubblicistica italiana tanto da entrare nell’uso comune per riferirsi a tutti i militari nati nel 1899. Uno dei ragazzi del ’99 era casoriano. Giuseppe Storti, nato il 9.2 del 1899. Partì coscritto per la grande guerra.
2015-11-21 19.33.12Per fortuna torna vivo, portando con sé  l’indimenticabile ricordo della grande tragedia vissuta. Descriveva il Piave colorato del sangue dei fanti italiani che respinsero gli austriaci riscattando la sconfitta italiana di Caporetto, ed entrando nella leggenda della storia del nostro Paese. Tornato nella sua Casoria, Giuseppe prende in sposa Germina Paone. Nel 1931 nasce Michele. In quegli anni Giuseppe percorre spesso in bicicletta Via Diaz, dove sorge una cappellina dedicata a Sant’Antonio patrono di Afragola, a cui pero’ i casoriani erano molto legati. La cappellina era abbandonata e diroccata. Giuseppe si ferma spesso, ed inizia a prendersene cura. Nel 1932 passando da Via Diaz  come spesso faceva, viene investito in pieno da un camion che proveniva dalla stazione ferroviaria di Casoria. L’impatto è tremendo. Giuseppe viene raccolto moribondo e trasportato in Ospedale. I medici alla moglie accorsa in ospedale non danno molte speranze di poterlo salvare. Germinella  così chiamata da tutti, per il suo carattere mite, con l’animo disperato  si ricorda dei racconti quotidiani di Giuseppe, del suo cruccio per quella cappellina diroccata dedicata  al santo tanto amato da Giuseppe. Percorre a piedi correndo  la strada che porta a Via Diaz, giunta alla Cappella, invoca l’aiuto del santo, con il  voto di curare per sempre quel “luogo” tanto caro al suo sposo. Inspiegabilmente Giuseppe Storti si riprende. Nemmeno i medici riescono  a dare una spiegazione logica all’improvvisa guarigione. Ma Germinella non ha dubbi: Sant’Antonio ha  ascoltato le sue preghiere. Ha salvato il padre del suo unico figlio,Michele. La Cappellina viene finemente ristrutturata da Giuseppe, nonostante le sue non floride condizioni economiche.
ISCRIZIONE ALL'INTERNO DELA CAPPELLINA DI SANT'ANTONIO PER GRAZIA RICEVUTA 1932La Cappellina reca ancora l’iscrizione della grazia ricevuta nell’anno 1932. Da allora e  fino ai nostri giorni della cappellina si prende cura la famiglia Storti. Ed a tutti i nipoti nonna Gemma ha insegnato a recitare la preghiera al grande santo per chiedere una grazia. Quella stessa preghiera che lei recitò  in quell’infausto giorno per chiedere la salvezza per il suo sposo Giuseppe: Sant’Antonio cammina tu, lingua santa parla tu, tredici grazie fai al giorno, fammi la grazie di……………..

 

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Giurista di professione, giornalista per passione. Iscritto all'Albo dei giornalisti della Campania, elenco pubblicisti dal 1982. Pratica con Il Mattino di Napoli. Direttore del settimanale Casoriadue per ben otto anni. Fondatore, insieme all'Editore Carlo De Vita del Giornale di Casoria nel 2010. Appassionato e cultore di storia locale. Ama la lettura."Chi è analfabeta, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria; chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Abele uccise Caino, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito… perché la lettura è un'immortalità all'indietro". Umberto Eco.