Perché era timorato di Dio e sapeva che la strada che aveva percorso nella vita era una benedizione da rispettare-in caso contrario , avrebbe perso tutto. Paolo Coelho

Intorno alla questione delle  catacombe di san Gennaro e San gaudioso c’è in questo periodo una forte attenzione mediatica, al centro delle polemiche con la commissione pontificia per la sacra archeologia c’è Padre Antonio Loffredo, parroco della Sanità, nonché ideatore e propulsore di tanti progetti  che hanno ridato vita e legalità ad un quartiere , come la Sanità ,fino a ieri conosciuto a livello nazionale solo per le “stese di camorra”.

Ma non voglio dilungarmi su questo, poiché  già ne parlano  tante  testate giornalistiche, io vorrei solo soffermarmi sul  prete che ho incontrato quando era  giovane seminarista nella mia parrocchia e ci parlava della  sua vocazione come di un incontro d’amore, mentre raccontava il suo percorso di vita, ad un certo punto si fermava ed in napoletano diceva”po’ o signor m’ha chiammat” , a me sembrava di vedere quel Gesù che ti sta vicino, ti chiama ed aspetta che tu gli risponda.

Prima che diventasse parroco della Sanità è stato parroco a Santa Maria Delle Grazie ad Arpino, qui ancora si ricordano di lui, del bene fatto a tante persone, del suo impegno per dare cura e dignità ai malati di AIDS, quando nessuno li considerava e delle case famiglie fondate  per i minori a rischio.

Nel 2004 ho iniziato a fare volontariato ai Cristallini, lì ho sperimentato cosa volesse dire lavorare per il territorio, con il  sostegno di Padre Antonio,mai invadente ma  sempre presente , “io ci sono” , questo è  ciò che ho sempre avvertito , soprattutto quando evidenti difficoltà talvolta inducevano noi volontari a mollare tutto. Il suo entusiasmo è stato sempre contagioso, lo  trasmetteva a me ed io lo trasmettevo anche alle mie figlie che hanno fatto sia il volontariato che il servizio civile al doposcuola dei Cristallini.

Nel 2009 ho dovuto abbandonare questa splendida esperienza per motivi di salute, ma la Sanità ed i Cristallini mi sono rimasti nel cuore, tanto che oggi è per me fonte di grande ansia e sofferenza leggere quanto sta succedendo, mi sembra qualcosa di enorme , di talmente grande come una piovra da cui per difendersi c’è bisogno di tanta ma tanta energia.

Un prete solo mi verrebbe da dire anche se in tanti hanno dimostrato solidarietà nei suoi confronti, ma alla fine è lui che si trova sotto la fastidiosa luce dei riflettori , è lui che deve dar conto,di che poi non si sa. Ed in tutto questo bisogna comunque trovare anche la forza di non abbandonare i progetti  messi  in campo, di non tradire le speranze di chi  si è affidato a te, un prete  vero questo fa e Padre Antonio Loffredo  lo testimonia .

E’ stato coniato uno slogan “io sto con padre Antonio Loffredo e tu da che parte stai”? Io personalmente ho scelto da che parte stare, convinta che l’indifferenza e l’ipocrisia di alcuni non va confusa con la prudenza  o  il voler evitare sterili polemiche, si tratta comunque  sempre  del solito menefreghismo dei pavidi  Don Abbondio, di manzoniana memoria.

Da cattolici infine  crediamo nell’aiuto e sostegno della preghiera, per questo Domenica  alle 18.30 c’è un incontro di preghiera alla Sanità.

Inoltre venerdì 30 novembre alle ore 17.00 al cinema modernissimo , in viale Cisterna dell’Olio 59, Napoli, vi sarà la proiezione del documentario “ Il fattore umano. Lo spirito del lavoro”, che racconta le eccellenze del lavoro italiane , tra i protagonisti ci sono anche  i ragazzi di Don Antonio  Loffredo  .

L’invito è a non mancare ,tutto ciò riguarda anche noi.

Condividi su
  • 10
  •  
  •  
  •  
  •  
  •