Tutto ciò che non ci si immagina è accaduto prima durante e dopo la partita di cartello della diciottesima giornata del campionato di Serie A. Inter-Napoli è stata violenza, razzismo, polemiche e morte in quella che doveva e poteva essere solo un giorno di festa con il contorno dello sport più amato e invece siamo ancora una volta a raccontare di una tragedia e dell’ottusa ignoranza che nel 21° secolo risulta stucchevole e retrograda.

Prima della partita ci sono stati scontri che hanno portato al ferimento di 4 tifosi Napoletani rimasti accoltellati e un tifoso interista investito dal van su cui viaggiavano i 4. La questura ha confermato in mattinata che il tifoso dell’Inter investito è morto. Era stato ricoverato in codice rosso al San Carlo e sottoposto ad un intervento.

Tra l’assurda violenza e il tragico epilogo, c’è stata una bella partita che non ha fatto mancare le solite polemiche, che con il senno di poi e la notizia appena riportata, lasciano ancora di più l’amaro in bocca. Il razzismo che accompagna ogni partita degli azzurri, sta diventando qualcosa da combattere, qualcosa a cui la federazione nel potere delle sue funzioni deve assolutamente mettere un freno. I buu razzisti a Koulibaly, il miglior giocatore in campo, hanno rovinato un partita fin lì equilibrata e gradevole tra le due squadre che provano ad inseguire la corazzata Juve. Ancelotti ha denunciato per ben tre volte al quarto uomo questo riprovevole trattamento che ormai il Napoli, i suoi tifosi e un popolo intero deve subire ogni settimana in ogni stadio d’Italia. Non è un alibi alla sconfitta o a quello che poi accade sul piano sportivo, ma certamente non sussiste la giusta tranquillità in un ambiente che non ha la freddezza e l’organizzazione delle squadre più blasonate ma vive di passione e di inerzia uno sport fatto di emozioni e condivisione. Quella passione che rischia di venire a mancare se la federazione non interviene per cambiare le cose e per far diventare veramente una festa ogni evento legato al calcio, capace di muovere le masse come nessun altro argomento.

La cronaca lascia lo spazio alla riflessione sul razzismo, sulla violenza, sull’assurda morte di un 35enne in nome di una battaglia tra tifoserie che non dovrebbe esistere.

Ieri non ha perso solo il Napoli, ma un movimento intero, una sconfitta morale per i padroni di questo movimento che ha bisogno di una svolta decisa.

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