luigi-di-maioA soli 26 anni lei si è ritrovato ad essere la persona più giovane a ricoprire il ruolo di vice presidente della Camera, e nonostante le critiche di coloro che la ritenevano un “fortunato” ha saputo dimostrare che ha le capacità per svolgere al meglio questo incarico. Avrà, certamente, affrontato qualche difficoltà, ne ricorda una in particolare?

È innegabile che trovarsi sullo scranno più alto di Montecitorio a 26 anni con dinanzi a te 630 deputati alcuni dei quali in Parlamento da oltre venti anni generi un po’ di tensione, soprattutto la prima volta. È durata poco per fortuna, è stato il consiglio di un funzionario della Camera a far sciogliere la tensione e farmi approcciare con serenità e attenzione al delicato ruolo che mi compete, mi disse : “Presidente non si preoccupi tutto quello che può succedere  ha un suo precedente nei registri parlamentari, è tutto scritto basta studiare il Regolamento”. Quella è stata la chiave di volta che mi ha fatto sembrare più umano il ruolo di responsabilità e garanzia che andavo a svolgere. Un momento difficile? Di sicuro la prima espulsione dall’aula. Privare un Parlamentare del suo diritto a stare in aula è un atto forte che va assunto con grande attenzione.

Lei viene indicato tra i papabili che il Movimento 5 stelle potrebbe presentare alla poltrona di Presidente della regione Campania. Darebbe la sua disponibilità per quella competizione elettorale?

Mi dispiace dirlo ma a volte la stampa corre dietro a voci e sensazioni che non trovano nessun riscontro nella realtà. Noi del movimento 5 stelle abbiamo il vincolo di portare a termine il mandato affidatoci dai cittadini, quindi non ci candidiamo ad altri ruoli finché abbiamo adempiuto al nostro mandato.

Il regolamento interno del Movimento 5 stelle prevede che dopo due legislature non è possibile candidarsi, trascorsi questi anni quale contributo darà al movimento e alla politica?

Due mandati sono circa dieci anni di attività politica è un tempo importante che ti consente di lavorare per il tuo paese. Noi non vogliamo diventare politici di professione, non ci interessa, non è nello spirito del Movimento. Quando il mio impegno politico volgerà al termine ritornerò ad essere un cittadino e porterò avanti come ho sempre fatto, prima di entrare in Parlamento, le battaglie per affermare un nuovo modo di essere cittadini, informati e consapevoli.

In Campania accade spesso che il movimento ottenga un ottimo risultato nelle competizioni nazionali (cosa che è accaduta lo scorso anno per il rinnovo del Parlamento e quest’anno con le Europee) e invece poi si presenti una situazione fallimentare per le comunali. In che modo spiega questa enorme oscillazione di voti?

Non userei toni così perentori, mi sembra forte il termine fallimentare, alle amministrative è più difficile accreditare le idee del movimento perché la dinamica amministrativa è diversa. I cittadini ritengono le amministrative una competizione svuotata dalla competizione politica. Votano il consigliere per conoscenza diretta e se un sindaco si presenta con dieci liste e il movimento con una singola lista è facile capire che ci sono dieci candidati al consiglio comunale che si impegnano in campagna elettorale contro uno. E nonostante questo in questa campagna elettorale in Campania eleggiamo un consigliere comunale a Marigliano due a San Gennaro a Vesuviano e uno a Casapulla. Da questi territori s’inizia a lavorare all’interno dei comuni per interrompere anni di cattiva gestione della cosa pubblica. Nonostante la difficoltà di competere con liste numericamente maggiori se andiamo al ballottaggio riusciamo a far capire ai cittadini la vera forza del movimento ed è così che abbiamo eletto il sindaco a  Livorno, Civitavecchia e a Bagheria.

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