Due anni di promesse non mantenute, due anni di passione per una città che a dire la verità nemmeno prima stava bene. La situazione cittadina è da anni disastrosa, grazie agli stessi politici che da anni frequentano i banchi del consiglio comunale, una volta da oppositori e l’altra da governanti.

In campagna elettorale tutti quelli che avevano deciso di cambiare questa città proclamavano programmi all’altezza del cambiamento; si accusava la vecchia politica, pachidermica, camaleontica con dinosauri a condurla. Alla fine di quella lunga e difficile campagna elettorale, la spuntò il nuovo, la voglia di rivoluzione, la freschezza dei giovani, quelli che avrebbero dovuto dare un volto nuovo a questa città.

Purtroppo dietro quei giovani, lo abbiamo sempre detto e scritto, c’erano quei dinosauri che hanno creato tutto ciò: difficile per loro fare altro, difficile pensare alla città. Ma dove vivono? Dove risiedono? La città è la stessa per tutti, l’aria che respiriamo è la stessa, le strade che percorriamo, la vita che conduciamo. E’ questo che risulta poco chiaro, perché non migliorare la situazione, visto che la condividiamo, visto che in futuro anche i loro figli la vivranno?

La rivoluzione annunciata in campagna elettorale, avanza silenziosa e i cittadini sono sempre più curiosi, di vederne i frutti. Tanti gli annunci, tanti i proclami che allo stato attuale delle cose, non sono visibili ne immaginabili.

Non è cambiato nulla, Casoria è sempre quella cartolina impolverata, dimenticata in soffitta.

Più volte abbiamo sentito la storia delle casse in rosso, di una situazione disastrosa trovata da quest’amministrazione a livello economico, ma non può essere una scusante per quello che non è stato fatto. Chi si guadagna da vivere in questi ambienti da tanti anni, non poteva non saperlo.

Sicurezza, aree verdi, decoro urbano, lavoro, traffico e viabilità, parole di un esile programma che i primi venti hanno portato via, eppure niente di tutto ciò è stato migliorato, niente di tutto ciò è stato messo all’ordine del giorno in modo serio e concreto.

Nessuno si sente al sicuro per le strade violente di questa città, l’unico polmone verde della nostra città, la villa comunale, è in condizioni non consone ai bambini che la frequentano e l’altro tanto annunciato e pubblicizzato, è lì in attesa di un’apertura prevista nell’ormai lontano Dicembre 2016.

Il traffico e la viabilità sono da terzo mondo; i commercianti utilizzano gli spazi dedicati al passeggio dei cittadini come vetrine, i vigili non sono in grado di rendere fluido il traffico nelle ore di punta e le strade, che non hanno mai avuto il piacere della loro presenza, versano in condizioni caotiche con auto parcheggiate in seconda fila che rendono impossibile la vita sia agli automobilisti sia ai cittadini che le abitano.

Le strisce blu, programma sperimentale di sei mesi scaduto il 30 Aprile ma ancora in vigore, ha scatenato polemiche accuse e ancora non è chiaro se siano legittime o quantomeno se siano state legittime sempre. Ormai da un anno, si è ingigantito il problema idrico in gran parte della città: in alcune zone, ai piani alti, non c’è acqua e solo chi ha un serbatoio riesce a sopravvivere.

Più volte interpellati, amministratori e società erogatrice, non sono stati in grado di dare né una risposta né una soluzione.

Evidentemente non ci sono le capacità per governare, dopo due anni è impossibile che non ci sia un segno tangibile di un lavoro anche minimo.

Tutte le cose annunciate ed iniziate non hanno portato ad una conclusione, ad un risultato che possa essere considerato quanto meno accettabile da chi paga le tasse e chi sopravvive in questa trincea.

Non basta purtroppo, organizzare eventi per risolvere i problemi di questa città ben vengano questo è sicuro, ma non devono essere miraggi nel deserto che ci circonda.

I casoriani hanno più volte dimostrato il loro disappunto, anche con le segnalazioni che arrivano alla nostra redazione, segnalazioni che scatenano la reazione social di alcuni degli amministratori che invece di riflettere e trarne consiglio, non hanno meglio da fare che attaccare noi che diamo voce a chi non ne ha.

Alle decine di richieste protocollate in questi due anni, abbiamo avuto solo una risposta ufficiale, che ci assicurava dell’impegno profuso dall’amministrazione e tante risposte non ufficiali in cui ci consigliavano di smetterla.

La cosa più triste è che anche davanti a quest’evidenza, una parte di cittadini abituata a non guardare oltre il proprio recinto, giustifica e difende gli artefici dei loro vantaggi.

Siamo una società abituata ad essere aiutata dagli altri, il potente di turno che mette a posto un figlio, un nipote, diventa un’icona da venerare in eterno.

E questo il lato peggiore di questa città, dove ci si lamenta attraverso ogni canale, ma al momento topico si dimentica tutto ripetendo gli stessi errori.

Ormai la politica di governo e di opposizione è fatta su Facebook e sono quotidiani gli scambi di battute tra le due fazioni con parole che spesso scatenano le proteste violente degli haters, attraverso affermazioni che non fanno bene a nessuno.

Più volte alle polemiche nate dai nostri articoli, abbiamo risposto con la disponibilità di una replica, proprio perché siamo convinti che la cosa giusta sia dare voce a tutti, ma niente.

Non siamo graditi, siamo quella stampa che dà fastidio, che semplicemente dice la verità e la verità racconta altri fatti, racconta mancanze, mal governo e interesse inesistente per i cittadini.

Noi non abbiamo alcuna preferenza, né siamo contro nessuno, una cosa però deve essere chiara, siamo cittadini innanzitutto e siamo al loro fianco, al fianco di chi è stanco di sopravvivere quando invece meriterebbe dio poter vivere la propria vita in serenità.

Dopo un biennio, si iniziano a sentire gli scricchiolii dei rapporti e delle coalizioni ormai usurate; l’ultimo consiglio comunale, è saltato per mancanza di numero legale, visto che parecchi banchi della maggioranza erano vuoti, e il precedente con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio 2017 è stato approvato, ma con due assenti e due astenuti da parte della maggioranza: un timido segno dell’inizio della crisi?

Un passo avanti e due dietro, i residenti ormai abituati al brutto, vagano come zombie in una città ferma che ha perso identità e la forza di farsi amare.

Da una parte si continua a tirare la cinghia, mentre dall’altra si tira troppo la corda, fino a quanto potrà durare? Ai posteri l’ardua sentenza

Condividi su
  • 25
  •  
  •  
  •  
  •  
  •