Ormai non fa più notizia, la corazzata Juve viaggia ad un ritmo irraggiungibile per tutti: 7 vittorie su sette e già sei punti di differenza con la seconda dopo appena sette giornate di campionato.
Ampiamente prevedibile, dopo l’ennesima campagna acquisti che ha ulteriormente rinforzato una squadra già forte. CR7 comincia a prendere le misure al campionato più difficile del mondo e la sua presenza è tangibile e funzionale al risultato finale.
Una bella partita tra le due squadre più forti del campionato, terminata 3-1 per i torinesi, capaci di rimontare il gol iniziale di Mertens, bravo a finalizzare una bella azione degli azzurri dopo un errore in uscita di Bonucci.
Gli azzurri schierati con il 4-4-2 da Ancelotti, sono partiti bene, prima dell’entrata in scena della Juve e di Cristiano Ronaldo.
Il pressing feroce e la difesa alta, mettono in difficoltà la Juve e il gol è figlio di questa strategia. Zielinski prima del gol di Mertens colpisce il palo e illude il Napoli che la serata possa finire in modo diverso. Grande prova di Allan per tutta la partita ma buona in generale quella di tutta la squadra.
La reazione della Juve al gol del Napoli è veemente e da grande squadra comincia a giocare a calcio mettendo in difficoltà i partenopei.
Pjanic un gigante a centrocampo e sulle fasce Cancelo e Dybala fanno la differenza e Mario Rui ne paga le conseguenze.
La Juve rimonta con due gol di Mandzukic che prima pareggia al 26’ finalizzando in rete una spettacolare azione di Ronaldo e raddoppia al 49’ raccogliendo la respinta del palo dopo l’ennesima conclusione di CR7. Mario Rui viene espulso subito dopo, per il doppio giallo, forse troppo severo l’arbitro in quest’occasione.
La partita viene chiusa da Bonucci al 76’ quando insacca di testa una palla prolungata dal solito Ronaldo.
Tante le recriminazioni: le solite accuse agli arbitri sul campo, e i cori beceri sugli spalti. Un leit motiv che ormai non dovrebbe più stupire nessuno, ma spronare una squadra che negli ultimi anni è stata capace di miracoli impensabili, seppur non coronati da alcuna vittoria.
Non bisogna creare alibi ma lavorare sempre di più, forse è proprio questo il limite che il Napoli non riesce a superare, ma se si vuole crescere davvero, c’è bisogno di più qualità e qui ci deve pensare il presidente e più equilibrio nervoso e qui Ancelotti può dare quel qualcosa in più.
Non sarebbe male se la federazione ci mettesse del suo per mettere fine ad un comportamento quantomeno discutibile negli stadi del nord contro un popolo che ha molto da insegnare e niente di cui vergognarsi.
Sei punti di distacco dopo 7 giornate sono tanti ma con ancora 31 partite da giocare non si può scrivere la parola fine a questo campionato.
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