Martedì 25 giugno  è uscito in tutte le librerie l’ultimo noir di Maurizio De Giovanni, intitolato” Il Pianto dell’Alba “, con cui   si chiude il ciclo del commissario Ricciardi.

Il romanzo è stato ufficialmente presentato, nella stessa data, presso il cortile di Castel Nuovo (Maschio Angioino), nei pressi caffè Gambrinus, dove è nato il personaggio del commissario Ricciardi e   dove c’è sempre un tavolino a lui riservato.

Hanno accompagnato il reading di Maurizio de Giovanni la compagnia teatrale del Pozzo e il Pendolo, con la raffinata   regia di Annamaria Russo, e   gli attori: Marianita Carfora, Salvatore Catanese, Paolo Cresta, Sonia De Rosa, Rosalba Di Girolamo.  Musiche di Enzo Grimaldi  Giacinto Piracci .

Il pregio del reading del 25 giugno, sta nella partecipazione corale del pubblico , trasportato alla scoperta di questa nuova strada, di mondi  ignoti , percepiti soprattutto attraverso le voci, la musica, le canzoni interpretate dalla singolare e potente voce di Marianita Carfora, modulata sulle note degli assoli dello straordinario Marco Zurzolo, che segnano l’uscita di scena di Luigi, Alfredo Ricciardi.

Sullo sfondo c’è Napoli, con  la sua pregnante esistenza, tollerante e accogliente, in eterno conflitto con il potere, per i diritti, da sempre negati alla sua gente , al suo popolo.

DA “FRIDD NCUOLL” (come diceva Massimo Troisi), è stata la dedica che lo stesso De Giovanni ha voluto fare al grande Andrea Camilleri, per l’esordio di questa sua ultima fatica letteraria.

Un atto dovuto, secondo me, poiché capace di veicolare, più di qualsiasi media, affetto, solidarietà ad un uomo emblema e baluardo della cultura con la “C” maiuscola, del nostro  sud, culla di persone che hanno ancora l’estro ed il senso della creatività, della passione per la scrittura.

Su questo incipit ha dunque inizio la serata dell’  addio  al commissario Ricciardi.

Il saluto all’amatissimo commissario appare al grande pubblico come un’ingiustizia da subire, non considerando le ragioni che hanno indotto Maurizio De Giovanni a tale scelta , inducendolo ad  invertire la logica del marketing.

Egli  congeda dunque, il commissario, ma non definitivamente, poiché   come ha annunciato, la sua storia potrebbe continuare nei   personaggi che ancora gli chiedono vita.

E’ qui, come c’insegna lo stesso De Giovanni che interviene la letteratura, da qui parte il suo ruolo di tessitrice di trame, che ricostruisce, i meccanismi nascosti delle azioni umane, quelle devianti, ed anche quelle apparentemente normali. Questo fa la narrativa: racconta storie, racconta l’anima della città, di un noir che è la sostanza delle opere di De Giovanni.

Arrivederci dunque, ma non addio, al commissario dagli occhi verdi, che senz’altro contribuisce  a rendere sempre più intrigante ed affascinante  l’immagine di Partenope nel mondo, suscitando nell’ignaro lettore il desiderio di conoscerla, per immergersi  in quegli stessi luoghi ove prendono corpo le inquietudini dell’anima ed il senso del dolore.

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