Niente da fare, il Napoli non riesce ad uscire da un’apatia agonistica che ormai rasenta il ridicolo. Timidi segnali di impegno, ma in alcuni tratti del match, noia totale ed evidente mancanza di concentrazione.

Ancelotti schiera sia Callejon che Mertens, dati da tutti ormai sicuri partenti addirittura durante il mercato di Gennaio. Probabilmente il tecnico emiliano, prova a trovare la scintilla proprio in chi ha guidato la rivolta di qualche settimana fa. C’è da vincere una partita dopo 5 pareggi e una sconfitta, ruolino di marcia da squadra di zona retrocessione. In campo anche Insigne e Koulibaly che ha risolto il suo problema alla spalla. Per i friulani Lasagna e Okaka in attacco per allontanarsi dalla zona calda.

Dalla partita ci si aspettava almeno la voglia di riscatto del Napoli, ma come ormai da settimane la realtà è totalmente diversa. Squadra slegata, incapace di trovare spazi nella rete dei friulani bravi a chiuderli. Fraseggio lento e senza idee, si va avanti per inerzia e il vantaggio dei friulani è la logica conseguenza.

Al 32’, azione di calcio d’angolo a favore del Napoli, da cui nasce l’azione che porta al gol di Lasagna. Sbaglia Mario Rui e Fofana scatta trovando poca resistenza in Zielinski, l’ivoriano verticalizza per Lasagna che si infila tra Koulibaly e Mario Rui e batte Meret di destro. Friuli in festa, e panchina napoletana che cade nello sconcerto. Il nervosismo emerge e Mertens e Callejon si fanno ammonire nella stessa azione.

Insigne non rientra dopo la sosta, sostituito da Llorente e la bocciatura è palese e giustificata da una partita impalpabile del capitano. Il Napoli diventa più intraprendente e disputa un secondo tempo quantomeno accettabile e dignitoso. Anche Lozano fuori per Younes ma i problemi in attacco e le poche conclusioni continuano. Serve un errore in uscita di Mandragora per permettere a Zielinski di sorprendere la difesa dei friulani, con un tiro dal limite dell’area.

Finisce 1-1 una partita dalle poche emozioni, un punto che non serve a nessuna delle due squadre ma che almeno muove la classifica. Il Napoli è sempre più lontano dalle zone di vertice della classifica, e la zona Champions resta a 8 punti di distanza e oggi potrebbe salire a 10 con la vittoria del Cagliari. Un’annata probabilmente segnata ormai, anche perché chi potrebbe risollevare le sorti della squadra non sembra concentrato sull’obiettivo. Cambiare il tecnico servirebbe a poco, servirebbe una prova di orgoglio e una presa di responsabilità dei calciatori verso società e tifosi che in questi anni li hanno sostenuti.

Martedì c’è da chiudere la pratica Champions per evitare che davvero si tocchi il fondo.
Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •