Napoli torna ad essere terra di conquista, con una squadra ormai incapace di vincere davanti ai propri tifosi e il San paolo, per oltre un decennio, fortino inespugnabile sta diventando una casa di cartone i cui muri vengono abbattuti da chiunque si presenti a Fuorigrotta, dove l’ultima squadra uscita sconfitta è stata il Verona esattamente 3 mesi fa. Il punto più basso della stagione e degli ultimi 15 anni è stato toccato ieri con una prestazione davvero misera e vergognosa, come confermato dal tecnico Gattuso che ancora non è riuscito a dare all’ambiente quella scossa che serviva. Il girone di ritorno è iniziato nel peggiore dei modi contro la Fiorentina a cui il cambio di allenatore sta giovando. Qualificazione in coppa Italia contro l’Atalanta, vittoria a Napoli e uno Chiesa che torna ad essere protagonista.

Un girone fa il Napoli espugnava Firenze tra mille polemiche, ora invece la vittoria è netta e chiara. Un Napoli molle e mai in partita, confuso nelle idee e nel fattore psicologico.

Il primo tempo inizia subito con una Fiorentina in palla che già dopo 3 minuti impensierisce Ospina con un colpo di testa di Milenkovic. All’11’ Castrovilli a un passo dal vantaggio quando sul traversone di Lirola sfiora il palo. Il Napoli risponde con Milik ma Dragowski gli nega il gol. Al 26’ Fiorentina in vantaggio: Chiesa viene servito in area da un appoggio all’indietro di Benassi e di punta mette nell’angolino. Il Napoli reagisce e prima con Insigne e poi Zielinski prova a pareggiare. Al 30′ Ospina compie un miracolo su Chiesa e al 32’ gol annullato a Cutrone per fuorigioco.

La prima occasione del secondo tempo è per insigne che centra il palo da fuori. Chiesa spreca il gol del raddoppio anche grazie al grande intervento di Ospina quando Castrovilli lo mette a due metri dalla porta. Gattuso toglie Allan (arrabbiato al momento del cambio) per inserire il nuovo arrivato Demme che risulta come tutta la squadra impalpabile. Iachini manda in campo Vlahovic pere Cutrone, il serbo sembra non riuscire ad entrare in partita, ma al 74’ è proprio lui a chiudere la partita con un gran gol.

A questo punto la partita è chiusa e il San Paolo non risparmia i fischi a tutta la squadra. Gli azzurri sono fermi a 24 punti e la zona retrocessione ormai E’ il colpo di grazia alle già fragili certezze del Napoli che da quel momento in poi attacca in maniera confusa senza mai rendersi realmente pericoloso dalle parti di Dragowski. Finisce così tra i fischi del San Paolo e lo sguardo perso nel vuoto di Gennaro Gattuso che alla fine commenta amaro la prestazione chiedendo scusa e portando la squadra in ritiro, questa volta condiviso da tutti. quello che tre mesi fa è stato l’inizio della fine, questa volta si spera possa essere un nuovo inizio almeno per evitare brutte figure come quelle di ieri sera.

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