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Il giornalismo libero, quando la libertà di parola spaventa il potere del controllo

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Fin dall’alba dei tempi l’essere umano ha sentito il bisogno di comunicare,ha coltivato il seme della conoscenza.

Il tempo ha permesso di perfezionare questo tesoro e,il primo strumento di memoria è stato la pietra. Ancora oggi si rimane affascinati da tutto ciò che racconta i tempi antichi,tutti i simboli e le parole di lingue antiche e sconosciute.

Perchè ciò che vive dentro l’uomo deve essere comunicato,bisogna raccontare ciò che ci circonda senza alcun filtro o compromesso. Ciò che affligge i nostri tempi è la libera scelta del servilismo:una condizione sociale che nell’antichità era un’imposizione del potente ai danni del più debole. Oggi questa condizione è diventata una moda perversa per giungere alla realizzazione personale,un movimento quasi obbligatorio per poter dire ad alta voce ”Io sono”.

Ma cosa succede quando il vero uomo libero si ribella al controllo? Cosa succede quando la libertà si oppone alla prigionia? Si crea uno spaccato notevole dove, coloro che decidono di essere liberi dovranno affrontare sfide immense! Così è il giornalismo concreto e trasparente! Una missione che non può essere venduta allo sciacallo del tornaconto personale,un incarico sacro che è destinato a durare nel tempo.

Le parole che non perdono mai il valore sono quelle libere,quelle senza compromessi e senza prezzo. Il vero giornalista si inchina davanti al popolo e,come portavoce svolge il suo ruolo con eleganza e determinazione.

Bisogna estirpare il seme della corruzione dal cuore delle anime deboli e,il modo migliore per farlo è affidarsi alle idee e ai valori! Siate uomini e donne libere dal compromesso! Siate anime valorose che tramite la parola diffondono la verità in un mondo fatto di bugie e opportunismo!

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Scrittore di romanzi sotto lo pseudonimo di Vincent Abberline,diplomato in Scienze Sociali nel 2009,presso il Liceo Poli specialistico Gandhi di Casoria. Amante dei grandi classici,della filosofia decadentista e della cronaca introspettiva.