di Giovanni Liberti – Nel primo pomeriggio del sei dicembre è stata installata una statua del Cristo nel parco intitolato a Padre Miano alla Cittadella; non si sa se questa installazione sia stata opera di un privato o dell’attuale amministrazione, oppure se addirittura sia stata posta temporaneamente nella villa. Il Cristo della Cittadella è una ghiottissima occasione per narrare brevemente del parco e dell’attuale stato di governo casoriano.

È necessario precisare che il parco della Cittadella è differente da quelli presenti rispettivamente a Casoria e ad Arpino per il semplice motivo che questi due si trovano nel centro delle loro rispettive zone e sono facilmente raggiungibili a piedi. Il “luogo ludico” sito alla Cittadella si trova all’estremità di questa zona periferica, a pochi passi dal confine con il Comune di Casalnuovo ed è facilmente raggiungibile solo da una piccola parte della popolazione, i restanti devono attraversare la semi-rinnovata e sempre polverosa Via Ventotene o attraversare i pericolosi passaggi privi di segnaletica che collegano la Cittadella al resto di Arpino.

Il parco è dotato di un paio di giochi da giardino, una mezza dozzina di panchine; un qualcosa paragonabile a una pista di bocce e una delle casette dell’acqua costruite durante l’amministrazione Canfora, ma messe in funzione solo nella successiva amministrazione Fuccio. La villa comunale in questione è stata ufficialmente inaugurata nel 2016, ma si tratta di uno spazio verde esistente da più di dieci-venti anni, il quale è stato recuperato dalla passata amministrazione.

Nelle scorse settimane grazie al Giornale di Casoria ho potuto denunciare come i resti – rami e pezzi di tronco – della potatura di due rami non fossero stati rimossi.

Tutto finisce bene? Teoricamente, perché se osservate la foto della statua potete notare nei pressi del muro già ciò che sembrano dei cartonati lasciati appoggiati al muretto di cinta, ma la seconda foto testimonia la presenza quasi mensile di diversi rami e foglie di palma dinnanzi a uno degli ingressi che attualmente, a quanto pare, sono stati da oggi anche “parzialmente” potati.

 L’installazione di statue, l’adozione di aiuole o di chissà quale diavoleria, il vantarsi di piccoli asili piccoli e di centri semi invisibili non sembrano soddisfare una cittadinanza che chiede maggiore sicurezza attraverso la cura dell’illuminazione stradale, presenza della polizia municipale sul territorio; oppure la cura delle fogne e del manto stradale che non deve essere rattoppato ogni mese (se va bene) e poi sbriciolarsi alla prima bomba da acqua.

Gli amministratori potranno rimanere sconvolti nell’assistere a una cittadinanza indifferente e addirittura ostile alle loro azioni, al loro fare; quando la cittadinanza chiede tutt’altra cosa o semplicemente la manutenzione delle poche cose che funzionano.

Dopo due anni di questo stato di cose, forse è il tempo di cambiare le domande da fare e da farsi.

Non più: “Cara amministrazione, cosa hai fatto per questa città?», ma «Caro Cittadino quali sono i problemi che tu affronti? Come posso risolverli?».

Non più “Cittadino collabora con l’amministrazione, fai la tua parte! Aiutaci”, ma “Amministrazione corri dove il cittadino ti indica e osserva con attenzione!»

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