di Gianni Bianco – Il Belpaese si è sempre distinto per scelte politiche “divertenti”, per così dire. Dal dopoguerra al 2018 è stato così, inutile fare esempi. Dal 2018 stesso, con la vittoria del M5s di Grillo, la politica da divertente è passata direttamente nelle mani dei professionisti della risata. Presi da estrema gelosia gli inglesi con Boris Johnson, gli statunitensi con Donald Trump, hanno reso comica la politica. Il Primo ministro inglese Johnson, addirittura, non ci rimetteva la pelle beccandosi il Covid-19, prendendo alla leggera l’epidemia, celebre il suo contagio di gregge. I duetti tra Nancy Pelosi, Presidente della Camera statunitense e Donald Trump Presidente Usa, sono da “Casa Vianello”. La Pelosi accusa di strafottenza Trump e ne dice “peste e corna”, perché lui non indossa la mascherina. L’accusato Trump risponde dando dell’instabile mentale lei. Peccato David Letterman si sia ritirato dalle scene televisive, con il suo “D.L. Show” avrebbe scompaginato tutti gli avversari dei Talk show invitando i due, ma c’è comunque da essere preoccupati.
Veniamo ai fatti di casa nostra.
Dopo la paura del contagio e il necessario Lock-down, l’Italia riapre. Rispettando la vocazione alla divisione e alla contrapposizione dei vari stati e feudi che ha caratterizzato la storia di questa nazione dalla caduta dell’Impero Romano a oggi, è scoppiata la rissa mediatica. “… l’un contro l’altro armato …”, grande Manzoni, le regioni del Nord hanno praticato una disciplina differente dalle regioni del Centro. Dicasi lo stesso per il Sud e le Isole. Una Torre di Babele costruita su Decreti legge, Circolari, Video informativi, semplici dichiarazioni, ETC. Passi avanti, passi indietro e passi di lato, un ballo di gruppo latinoamericano per intenderci. Tutti i Presidenti delle ragioni italiane hanno fatto bene o male la loro parte. Il Presidente Conte, in nome del governo nazionale, ha usato il termine “Poderoso” per definire l’intervento, ancora nella premessa per la maggior parte degli interventi. I Presidenti delle Regioni hanno collaborato o se ne sono andati per la loro strada. I Sindaci emulando a volte l’uno a volte l’altro sono andati avanti, poveri Cristi, tra scelte contingentate dal luogo e video, a volte seri, a volte drammatici, spesso comici. Certo non era difficile fare la voce grossa quando tutti erano chiusi in casa, questo lo dobbiamo dire, i più con il rosario tra le mani dalla paura. Si sono invocati la lancia fiamma, l’esercito italiano, gli arresti, etc. Altra cosa è stata la riapertura, chiaramente in maschera. Qualche servizio televisivo dalla Valle d’Aosta a San Vito Lo Capo di condanna nei confronti dei ragazzi, dai tredici ai quarant’anni, che con un coraggio encomiabile hanno infoltito i luoghi della movida della loro presenza, senza rispettare la distanza di sicurezza, spesso senza mascherina. Corpo del reato il famigerato “Spritz”, arma di propaganda sovversiva da parte dei giovani contro il potere e l’epidemia. I nostri ragazzi, dai Navigli ai Lounge da Venezia a Padova, lungo la Via del palladio; i locali della Riviera romagnola; la spiaggia di Mondello a Palermo; tutti uniti da un’insaziabile desiderio: dimostrare fegato e menefreghismo. L’aggettivo, reso oramai famoso dal nostro governatore, è stato spesso emulato, ma senza successo da altri. “Imbecilli”, ecco come spesso Enzo De Luca da Salerno ha etichettato chiunque dall’inizio dell’epidemia a oggi, si è permesso di contravvenire alle regole. Di per se il termine significa “Chi, per difetto naturale o per l’età o per malattia, è menomato nelle facoltà mentali e psichiche” da vocabolario Treccani. Non sono solito offendere altri, ma come dare torto a Vincenzo De Luca che, un poco per le imminenti elezioni regionali, un poco perché è così caratterialmente propone video a suon d’imbecilli. Giro per strada e osservo persone, di qualsiasi sesso, indossare la mascherina con il naso fuori; proteggendo il solo mento, la sola barba. Una scena tenerissima, due amici, camminare con la mascherina tra le mani come se fosse un panierino. Poi ci sono “e guaglioni e miez’ a via”, quelli poi guai a guardarli potrebbero reagire male: “Si mettono scuorno” di indossare la mascherina. Consumano al Bar, mica se ne vanno via, restano lì, fuori, creando la solita calca. I colori e i modelli sono differenti e chissà ogni quante volte le difese aeree contro la nebulizzazione di uno starnuto sono cambiate. A guardare a terra devo dire spesso, insieme ai guanti, per lo più azzurre. Già s’intravedono modelli griffati, per le festività natalizie si prevede addirittura di ingioiellarsi con costosissime mascherine a borchie di brillanti o d’oro. Una domanda mi sono però posto e spero di essere in vostra compagnia: “Ma se una comunità è indisciplinata e non rispetta le regole, la colpa è della gente o di chi dovrebbe creare meno leggi e magari far rispettare maggiormente quelle esistenti?”

Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •