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Il Comune mette i sigilli a Terranostra

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Lo spazio verde in via Boccaccio, autogestito da sei anni, questa mattina è stato sottoposto a chiusura da una squadra della polizia locale. Il provvedimento arriva dopo due ordinanze di sgombero per il collettivo che lo gestisce, in modo da consentire carotaggio e analisi del terreno, scongiurando ogni rischio di eventuale presenza di ferro o altri metalli inquinanti. Infatti l’ex deposito militare di carburante rientra in un progetto di riqualificazione del verde cittadino per il quale si prevede, per quel sito, la realizzazione di una parco pubblico. L’area di via Boccaccio è un bene demaniale abbandonato da anni di incuria, nel 2015 è stato restituito alla città attraverso un’azione di ragazzi e attraverso il coinvolgimento dei residenti del quartiere, ripulendolo da erbacce e rifiuti. Anche se non sono mancati esposti, sempre da parte di altri residenti della zona, per schiamazzi notturni e atti contrari alla decenza. Decisero di chiamarlo Terranostra proprio per rimarcare l’importanza di diventare protagonisti degli spazi pubblici cittadini. Con il tempo è diventato un punto di riferimento per ragazzi e famiglie di Casoria e dell’hinterland, grazie alle tante attività messe in atto dal collettivo e dalle associazioni che lo seguono. Corsi di danza, di yoga, sportello di ascolto per donne e orti urbani. A settembre 2020 i caschi bianchi casoriani avevano denunciato alcuni rappresentanti di Terranostra per occupazione abusiva e per un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica accertato con l’intervento dei tecnici Enel, con nuova Ordinanza di sgombero. La scorsa estate una seconda denuncia per non aver ottemperato allo sgombero e oggi sono scattati i sigilli. Sulla pagina Facebook di Terranostra Occupata si legge: “Siamo le radici che non potrete mai estirpare!” – continua – “Questo sogno può parlare ancora a tante altre realtà sociali, associazioni, reti civiche, abitanti col desiderio di partecipare e di vivere la propria città”. Infine, sempre nel post, presentano delle richieste:- Una progettazione realmente partecipata che coinvolga attivamente tutte le realtà sociali del territorio e garantisca decisionalità dal basso per rispondere ai veri bisogni;- Che non venga abbattuto nessun albero, che non vengano intaccati in alcun modo gli ecosistemi della terra, né vengano costruite opere invasive ed inutili;- No ad assegnazione a privati e soliti modelli gestionali fallimentari. Casoria ha bisogno di soluzioni innovative;- Che siano fin da subito disponibili e trasparenti le informazioni riguardanti i rilevamenti effettuati e tutti gli atti inerenti- Che vadano avanti proficuamente e in tempi ragionevoli i lavori consiliari per le modifiche al regolamento, proposte dalla petizione popolare per l’uso civico e collettivo- Che sia individuato uno spazio in città per ospitare le iniziative e le attività della comunità territoriale di riferimento;- Che sia consentito, almeno una volta al mese l’accesso alla terra per le cure del frutteto

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