Home Cronaca & Attualità Il business del farmaco. Sgominata banda che rubava e rivendeva medicinali.

Il business del farmaco. Sgominata banda che rubava e rivendeva medicinali.

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C_4_articolo_2076281_upiImageppCerto, quello dei medicinali è di sicuro il business più redditizio dei giorni nostri. Ad avvalorare questo dato è l’ultima, perniciosa notizia di cronaca al riguardo. Otto persone, tutte di origine campana, sono state arrestate con l’accusa di associazione a delinquere, ricettazione e detenzione di sostanze stupefacenti. Le indagini sono cominciate nel giugno di un anno fa, dopo un sequestro delle Fiamme Gialle in un deposito di Arzano, in provincia di Napoli, e hanno portato all’arresto, tra gli altri, di un farmacista di Salerno. Il suo coinvolgimento nelle operazioni illecite è risultato da scrupolose intercettazioni telefoniche ed ambientali. Nella banda in questione anche una donna, preposta alla riscossione dei guadagni. Perquisite le abitazioni di tutti gli indagati e due farmacie, una del centro di Napoli, l’altra della provincia di Salerno. I ricettatori, dopo aver derubato i farmaci su tutto il territorio nazionale, molti dei quali destinati originariamente agli ospedali, li smistavano nelle province di Napoli, Caserta e Salerno, fino al nord-ovest dell’Italia. Molti dei medicinali erano scaduti. Nei depositi, scovati ad Arzano, Casoria e Napoli, sono state sequestrate oltre 53.000 confezioni di farmaci, per un valore di mercato di circa 1.800.000 euro. I farmaci erano destinati alla cura di patologie oncologiche, neurodegenerative e reumatologiche. Questa è l’ultimissima notizia di cronaca. Ma il giro del malaffare corre a gran galoppo da tempo e “tira” molto più di quello della cocaina, ormai. Ad aggravare la circostanza c’è sicuramente la libertà del web, dove è possibile acquistare farmaci di dubbia provenienza. A denunciare questo letale andazzo è stato il generale dei Nas Cosimo Piccinno, il quale, in un’intervista all’Ansa di qualche tempo fa, ha segnalato che negli ultimi anni si è evidenziato “un aumento esponenziale di traffici online” legati appunto ai medicinali “e di furti in ospedale”. Il traffico online illegale di farmaci è in continuo aumento e garantisce margini di guadagno superiori in rapporto, ad esempio, al traffico di cocaina. I più “redditizi” sono i farmaci antitumorali: “un chilogrammo di farmaci antitumorali monoclonali ha un costo di 8-200 milioni di euro nel mercato legale; lo stesso quantitativo venduto illegalmente garantisce un guadagno cash pari almeno alla metà di tale importo”. Il furto di medicinali, in particolare dagli ospedali, è, dunque, una delle nuove frontiere della criminalità organizzata. Dal 2006 ad oggi si sono verificati più di 70 casi, per un valore complessivo di 18,7 milioni di euro. Statisticamente, i più agognati sono i farmaci contro il cancro, gli immunosoppressori e gli antireumatici. Sono i più costosi e finiscono sui mercati dell’Est Europa, ma trovano acquirenti anche in Italia. Si tratta di farmaci di classe H o A, interamente coperti dal Servizio sanitario nazionale. Ed è un danno per il bilancio per lo Stato, oltre che per la salute degli italiani. Le regioni più colpite sono la Campania e la Puglia. Vengono presi di mira gli ospedali più grandi, dove è più semplice aggirare i controlli. I colpi vengono realizzati da gruppi criminali specializzati, probabilmente legati alle mafie, in particolare la camorra. Siamo di fronte ad una realtà complessa e calda, dove tutto si correla. I soldi, la ricchezza, la democrazia, i diritti umani e il malaffare. Eppure, il quadro normativo generale è chiaro e puntuale, con fonte nel diritto comunitario. La Direttiva 2011/62/EU, pubblicata in data 1 luglio 2011 (che modifica la direttiva 2001/83/CE, volta ad impedire l’ingresso di medicinali falsificati ed illegali nella catena di fornitura legale), ha introdotto nuove norme in materia di confezionamento di medicinali, sostanzialmente prevedendo che l’imballaggio esterno o, in mancanza, il confezionamento primario debba recare specifiche caratteristiche di sicurezza (i.e.: identificativo univoco e sistema antimanomissione), dirette ad assicurare: la verifica dell’autenticità, l’identificazione e tracciabilità delle singole confezioni; nonché la prova di eventuali manomissioni dell’imballaggio esterno, da parte dei distributori all’ingrosso, farmacisti e soggetti comunque legittimati a fornire medicinali al pubblico. Le nuove norme antifalsificazione sono dirette a contrastare e prevenire l’ingresso di medicinali illegali nella catena di fornitura, considerato il numero elevato di medicinali contraffatti e di sequestri effettuati dalle autorità doganali. Bene, fatta la legge, trovato l’inganno. Nonostante il quadro normativo di riferimento sia così severo, il business del farmaco imperversa. E i controlli? Ci sono, sì, ma forse sono ancora troppo flebili e dispersivi. Con la salute non si scherza, è un settore del welfare state determinante. La salute è un tema legato alla vita e alla dignità dell’uomo, e lo ricordiamo, è un diritto costituzionale fondamentale.