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Ifigenia siamo noi – noi siamo Ifigenia

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ifgeniaLa splendida antologia poetica “Ifigenia siamo noi”, Scuderi editore, è stata accolta con entusiasmo a Vico Equense, nel complesso storico-monumentale della SS Trinità, in cui è stata presentata da Vittoria Caso, Giovanna Scuderi, Pino Vetromile grazie all’impegno dell’Associazione “Clarae Musae”.

Il 29 maggio resterà nella memoria di questa splendida città della costiera sorrentina, ammaliata dai versi di Lucianna Argentino – Gaetana Aufiero – Floriana Coppola – Giovanna Iorio – Ketti Martino – Rita Pacilio – Regina Celia Pereira Da Silva – Anna Tumanova – Vanina Zaccaria -Victoria Artamonova – Ulrike Draesner – Federica Giordano – Anila Hanxhari – Amalia Leo – Vera Mocella – Monika Rink, dall’intensità delle tele di Stefania Ianniello, dalla dolce voce di Antonietta Ranieri.

La dott.ssa Flora Beneduce, primario ospedaliero  presso l’Asl Na 3 sud, fortemente impegnata nel sociale e nella cultura, promotrice dell’evento, si è dichiarata “emozionata e colpita dall’incisività delle poesie e dall’abilità con cui la prof.ssa Caso è riuscita a creare questo straordinario mix di emozioni, in versi, in musica, in colori”. Ifigenia, simbolo e metafora del sacrificio, dà titolo all’antologia e se da una parte denuncia come la donna, in tanti anni di sessismo, è stata posta sull’altare sacrificale del progresso, della famiglia, della società, dall’altra evidenzia il desiderio e la volontà di superare questo topos; infatti, le autrici, assieme al curatore dell’antologia, il poeta Giuseppe Vetromile, e alla dott.ssa Giovanna Scuderi, editrice di questa e di altre splendide antologie, affermano con vigore: “Bisogna superare i residui pregiudizi!”

“Le Donne da sempre amano, sognano, osservano, riflettono, soffrono; sono usate e abusate, tradite, ingannate; pugnalate alle spalle, ma non si arrendono. Le Donne conquistano la parola dopo secoli e secoli, poche, e a fatica. La parola, esigenza interiore, che schiude le porte dell’anima, conduce alla conoscenza di sé e dell’altro, è elemento espressivo normale e usuale per l’uomo. Se la parola è un traguardo, la scrittura che conferma la parola, la storicizza e le dà memoria, è l’apice delle conquiste.  La scrittura per le donne è identificazione, conferma di sé come persona e come genere. E questa antologia lo conferma!”: ecco poche parole tratte dall’applaudita relazione della prof.ssa Vittoria Caso, ascoltata dall’uditorio in religioso silenzio.

Alla suggestione dei versi, declamati dalle poetesse Vanina Zaccaria e Melania Panico, s’è aggiunta la personale della pittrice Stefania Ianniello e una sua estemporanea, ispirata al libro. Il tutto si è svolto nella sala polifunzionale, tra i quadri di Caravaggio e le macchine di Leonardo, mentre il cielo azzurro si specchiava nelle acque cristalline: poesia nella poesia!

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