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Higuain dal Napoli alla Juve: alto tradimento

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Higuain JuveSi grida all’alto tradimento in ogni angolo della città. Napoli è stata inondata prima dall’incredulità e poi dalla delusione quando le notizie delle visite mediche effettuate da Higuain a Madird e del pre-accordo firmato con la Juventus sono diventate ufficiali. Il tifoso in generale, e in particolare quello Napoletano, vive di calcio, e lo mette molto spesso davanti a tutto nella scala dei valori della propria vita. Il calcio come terapia contro le difficoltà della vita, le delusioni, le brutture e, passionale com’è, il napoletano dona tutto quello che ha per i personaggi che più rappresentano  il riscatto della città. Un goal del Pipita alla Juve, considerati gli eterni rivali, è valso nel recente passato come una battaglia vinta di una lunga guerra.

A tutti ma non alla Juve“: in sintesi è questo quello che il tifoso chiedeva, consapevoli che le leggi del mercato, e i soldi che girano intorno a questo sport, non possono far nascere matrimoni indissolubili. Invece Higuain giocherà proprio nella Juve: i bianconeri pagheranno 94,7 milioni per la clausola rescissoria per liberarlo dal contratto che sarebbe scaduto tra un paio di anni. Dal punto di vista del calciatore, la scelta è indiscutibile: guadagnerà di più, avrà per se i diritti d’immagine e giocherà in una squadra che si sta rafforzando come mai prima e che finalmente lo porterà ai trionfi che ha mancato con il Napoli. Dal punto di vista della società, l’affare è ottimo: incassa tanti soldi per un giocatore che va per i 30 anni, e può investirli per rendere la squadra ancora più competitiva. Dal punto di vista del tifoso, si tratta di alto tradimento, di delusione di rabbia: non è concepibile per chi ha pianto ad ogni suo goal vederlo con la maglia dei nemici, ma presto la delusione passerà. Prima Lavezzi, poi Cavani e adesso Higuain. Ci si abitua presto a questi comportamenti e dopo la prima giornata di commenti e di delusione, un nuovo arrivo scalderà la tifoseria e tutti pronti ad inventare un nuovo slogan, un nuovo coro.

Solo la maglia resta sempre dello stesso colore, solo la maglia e l’onore della città non passano. Il Pocho, il Matador, il Pipita… attendiamo con curiosità il prossimo nomignolo che scalderà le fredde domeniche invernali. Un altro giro, un’altra corsa, ricordando a tutti che gli unici che in queste storie non traggono un vantaggio siamo noi tifosi. Ci vuole più leggerezza nell’accettare i campioni, e la stessa dobbiamo usarla quando vanno via per la loro strada. Un giorno all’improvviso Napoli si era innamorata di te, un giorno all’improvviso ti dimenticherà. In bocca alla “zebra” Pipita.

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Raccontare quello che accade senza dare giudizi, senza cedere alle pressioni, probabilmente non è il giornalismo dei giorni nostri, ma è sicuramente dare il giusto servizio ai lettori. Vive a Casoria, scrive, fotografa, sogna.