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Governo al lavoro sul Def: pronta manovra di 10 miliardi per scongiurare l’aumento dell’Iva.

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l43-onsiglio-ministri-renzi-140326084752_mediumIl governo Renzi è al lavoro già da alcuni giorni per porre le basi della prossima manovra finanziaria, relativa quindi al 2016. E’ iniziata, pertanto, la stesura del Def (Documento di economia e finanza) che dovrebbe essere approvato venerdì prossimo dal Consiglio dei Ministri e che sarà poi presentato, come di consueto, a settembre.

Lo scopo principale perseguito dall’esecutivo è di non aumentare le tasse, evitando l’attivazione della clausola di salvaguardia che comporterebbe l’aumento dell’Iva. Per far ciò, il governo deve trovare 16 miliardi, di cui i primi 6 verranno dal calo del cosiddetto spread provocato dal Quantitative Easing di Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea.

Il governo, quindi, sta metto a punto una manovra “espansiva”, come l’ha definita il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in Parlamento. I punti principali emergono dal Piano nazionale di riforme che, congiuntamente al Def, sarà presentato a Bruxelles. Un primo impegno del governo è quello di assicurare ulteriori risparmi pari a 0,45 punti percentuali del Pil nel 2016, col quale si scongiurerà l’aumento dell’Iva. Il governo cercherà poi di rendere più efficace la spesa pubblica e di ridurre gli sprechi: nello specifico per gli enti locali si prevede il pareggio di bilancio e la pubblicazione in rete degli indici di performance. Al fine di ridurre i costi, si sta pensando alla creazione di una “unità indipendente di valutazione” degli investimenti pubblici. Saranno vigilate anche le aziende municipalizzate, soprattutto quelle del trasporto pubblico e per la raccolta dei rifiuti. A livello centrale, invece, il governo ha intenzione di riorganizzare le Prefetture e altre istituzioni periferiche.

Per quel che concerne il capitolo Welfare, l’obiettivo è di eliminare le differenze tra Nord e Sud sulle pensioni di invalidità. Infine, negli altri punti si prevede una migliore organizzazione e gestione della centrale degli acquisti per i beni della Pubblica Amministrazione, nonché una razionalizzazione delle detrazioni fiscali e una riforma della tassazione locale sugli immobili. In particolare, su quest’ultimo punto nel progetto di revisione delle tasse sulla casa si prevede, appunto, una Local Tax che potrebbe anche assorbire tributi finora riscossi dai comuni.

Infine, le stime del governo sul Pil prevedono che si arrivi per l’anno in corso a un +0,7%, anche se non è escluso un (più difficile) +0,8%. Dovrebbe, quindi, rafforzarsi la crescita nel 2016, frutto probabilmente anche dell’immissioni di liquidita da parte della Bce e del calo dello spread.

Il trend assolutamente da migliorare con urgenza, riguarda certamente la disoccupazione, il cui tasso in Italia a febbraio è salito al 12,7%, dopo il calo di dicembre e gennaio. Per non parlare poi di quella relativa ai giovani che, sempre a febbraio, ha raggiunto il 42,6%. Non solo. Secondo Confcommercio anche i consumi a febbraio sono tornati a calare per la prima volta in sei mesi, con un -0,1% rispetto a gennaio. Alla luce di tutti questi dati, pare ancora lontana la stabilità di cui ha bisogno l’economia italiana.

 

 

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Napoli, classe 1985. Dopo gli studi in Relazioni Internazionali presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, si è laureato con il massimo dei voti e la lode in Scienze della Politica e del Governo all’Università degli Studi di Perugia, discutendo una tesi sperimentale dal titolo “Gruppi di interesse e lobbying. Come banche e assicurazioni influenzano il policy making in Italia”. Gli studi seguono la sua passione: la politica. Ha interesse per lobbying, public affairs, governance e democrazia partecipativa. Impegnato nel sociale e nell'associazionismo giovanile. Già Presidente dell’Associazione “La Tela Bianca”.