A cura della dottoressa Silvana Di MartinoLa Gotta nota come malattia del Re, indicando le persone che mangiano tanto, oggi colpisce chi fa uso del famoso cibo spazzatura.

Quando l’organismo non riesce a smaltire alcuni acidi nucleici (purine) aumentano i livelli di acido urico, che si deposita nelle articolazioni ed è quindi che oltre ai farmaci la differenza sta nella giusta alimentazione.

Si manifesta con attacchi di artrite infiammatoria acuta, con arrossamento, gonfiore e dolore alle articolazioni.

La dieta per l’iperuricemia è un regime alimentare finalizzato alla riduzione dei livelli di acido urico nel sangue; qualunque dieta per l’iperuricemia possiede 4 caratteristiche fondamentali:

  1. Abbatte l’introito di purine
  2. Aumenta significativamente l’apporto di acqua
  3. Elimina qualunque fonte di alcol etilico
  4. Induce o mantiene il normopeso e combatte l’obesità.

Gli alimenti che contengono più purine sono: alici o acciughesardineanimellefegatorognone, cervello, estratto di carneselvaggina.
Seguiti da quelli a medio contenuto di purinecarni, pollame, pescecrostaceisalumi e insaccati in genere; pisellifagiolilenticchieasparagispinacicavolfiori, funghi.
Concludendo con quelli a basso contenuto di purine: latte, uova, formaggi, ortaggi (eccetto quelli sopraelencati), fruttapasta e gli altri cereali (fatta eccezione per germe di grano e prodotti integrali).
Tenendo in considerazione che una dieta ricca di glucosio e suoi polimeri favorisce l’escrezione di acido urico, mentre una dieta ECCESSIVAMENTE ricca di fruttosio e grassi ne facilita la ritenzione. Ed inoltre ricordiamo che la dieta per l’iperuricemia e la gotta è spesso povera di fibra alimentare.

Come in molte altre malattie del metabolismo, anche per l’iperuricemia è stato dimostrato che i parametri biochimici subiscono un maggior beneficio dalla riduzione del sovrappeso/obesità piuttosto che dalla riduzione delle purine dietetiche.

Prevenire è meglio che curare

 

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