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Gli azzurri perdono a Firenze e dicono addio al titolo. In ogni caso, grazie di tutto.

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Ora è veramente finita: il Napoli perde lo scudetto a tre giornate dalla fine al Franchi di Firenze. La matematica dice ancora che ci sono delle possibilità, ma onestamene questa è una sconfitta che pesa considerando la vittoria della Juve di ieri sera a San Siro, maturata in 90 secondi dopo che l’Inter per circa 80 minuti aveva giocato in inferiorità numerica e si era trovata in vantaggio al 90’.

Un campionato da incorniciare che ha un solo difetto: aver trovato sulla propria strada una squadra da record, che con il settimo titolo consecutivo, ha scritto una pagina che difficilmente potrà essere cancellata e un record che difficilmente sarà battuto.

Si può dire di tutto, ci si può aggrappare alle polemiche, alle sviste arbitrali ma una squadra così continua non si vedeva da un po’ di tempo.

Ritornando agli azzurri, è un peccato che un giocattolo così perfetto non possa essere ricordato negli albi d’oro che danno eternità alle squadre vincitrici. Un gioco spettacolare, un allenatore che ha saputo tirare fuori da ogni giocatore utilizzato le qualità da mettere al servizio del progetto. Forse l’unica pezza di Sarri e del progetto è che abbia avuto i protagonisti contati, tanti gli acquisti che si sono rivelati inutili e non compatibili con la squadra. Alla fine la stanchezza si è rivelata in ogni sua forma, fisica e mentale. Il gap con la Juve è stato colmato sotto l’aspetto della qualità, ma nell’epoca moderna, la panchina lunga è fondamentale.

La partita del Franchi, ha poco da raccontare. Un Napoli mai in partita e questo forse è il limite, il rammarico più grande per una squadra che ha stupito tutti in Italia e in Europa. Inspiegabile l’atteggiamento odierno del Napoli, evidentemente meno abituato della Juve a trovare gli stimoli giusti in ogni partita. Onore alla Fiorentina accusata in settimana di “eventuale arrendevolezza” e capace invece di mettere in difficoltà il Napoli fin dall’inizio.

Inizio in salita per gli azzurri, in 10 dopo pochi minuti per il rosso a Koulibaly: il difensore viene espulso dopo consulto dell’arbitro col VAR, reo di avere interrotto una chiara occasione da gol. Poi è solo Fiorentina, con i viola che creano diverse palle gol e passano al trentaquattresimo con Simeone. All’intervallo la Fiorentina conduce per 1-0 sul Napoli.

Nella ripresa continua il Simeone-show: il Cholito sigla la doppietta nel secondo tempo che unito al gol del vantaggio siglato nel primo tempo, gli fa portare il pallone del match a casa. Il Napoli è tutto in un tiro di Mertens: troppo poco per una squadra che puntava alla vetta della classifica e che invece da stasera, si vede lontana 4 punti dalla Juve e ormai fuori dalla lotta.

Il coro unanime dei tifosi, anche sui social è “Grazie di tutto” non poteva essere altrimenti per una squadra che ha battuto ogni tipo di record personale, ma ribadiamo ha trovato davanti un team capace di cose ancora migliori.

Il destino non si è commosso, come sembrava potesse accadere dopo la vittoria di Torino, ma questi giocatori e questi tifosi hanno dimostrato di poter meritare il titolo e prima o poi ci auguriamo che possa realizzarsi il sogno di un’intera città.

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Raccontare quello che accade senza dare giudizi, senza cedere alle pressioni, probabilmente non è il giornalismo dei giorni nostri, ma è sicuramente dare il giusto servizio ai lettori. Vive a Casoria, scrive, fotografa, sogna.