Poche ore ancora e iniziano i mondiali di calcio targato #Russia2018. Un mondiale dove non vedrà protagonista (ahinoi) l’Italia dopo 60 anni. L’ultima volta fu infatti ai mondiali del 1958 in Svezia.

Proprio quella Nazionale che ci ha estromesso quest’anno. Se gli azzurri mancheranno, ci sono altri azzurri invece che avranno l’opportunità di mostrarsi nella competizione calcistica più importante e più affascinante al mondo.

Parliamo di: Koulibaly, Mario Rui, Zielinski, Mertens e Milik. Ognuno di essi cercherà di ritagliarsi il suo spazio e alcuni si sfideranno anche nel girone. Infatti la Polonia di Zielinski e Milik esordirà contro il Senegal di Koulibaly.

Il Portogallo di Mario Rui debutterà contro la Spagna dell’ormai ex compagno di squadra Reina. Difficilmente entrambi in campo dall’inizio. Una partita che avrà modo di far capire ancora, chi comanda la penisola iberica a livello calcistico.

Mertens dal canto suo, tenterà di mettere in difficoltà il proprio commissario tecnico, per giocare subito titolare alla partita inaugurale del suo Belgio. Quasi impossibile però che ricoprirà il ruolo da centravanti come a Napoli.

Il folletto belga ha messo il suo zampino alla prima partita della sua Nazionale agli ultimi mondiali, segnando contro l’Algeria di Ghoulam. Quest’ultimo ben sostituito quest’anno da Mario Rui, non è un caso infatti che è stato convocato anch’egli.

Passati in rassegna chi degli azzurri giocherà i mondiali, è ora di parlare di chi ingiustamente non ci è andato. Su tutti: Albiol e Callejon. Alla Spagna, visto come ha fallito agli ultimi mondiali, avrebbe fatto comodo 2 calciatori come loro.

Albiol per carisma, personalità ed esperienza, anche solo dalla panchina sarebbe stato utilissimo. Un leader silenzioso che quest’anno ha contribuito a far crescere Koulibaly, il quale senza di lui, ha spesso commesso errori durante la partita.

Discorso analogo per Callejon: fantastico, insostituibile. Ne sanno qualcosa Benitez (che l’ha portato a Napoli) e Sarri, non rinunciando quasi mai a lui. Abnegazione, sacrificio, qualità, quantità, dinamismo, sempre al posto giusto al momento giusto.

Callejon avrebbe fatto la sua onesta figura, vista la sua serietà e professionalità. Un giocatore che ha sempre aiutato sulla sua fascia Hysaj, colmando le sue lacune, offuscate anche da Allan.

Allan, un altro che meritava di essere in Russia per giocare i mondiali. E’ vero che il Brasile sul suo ruolo ha giocatori come Fernandinho e Casemiro, ma la sua stagione è stata talmente incredibile che come minimo doveva essere convocato.

Tra i migliori stranieri della serie A, tra i migliori centrocampisti della serie A, tra i migliori per rendimento, costanza, qualità e quantità nell’arco delle 38 giornate di campionato. Assurdo che il commissario tecnico Tite non l’abbia considerato.

Molti dei goal del Napoli propiziati da Allan: il suo goal in Napoli-Sassuolo 3-1, il goal di Hamsik in Benevento-Napoli 0-2, per citarne qualcuno. L’ultimo ad arrendersi, l’ultimo a mollare. E’ follia non vedere in Russia Albiol, Allan e Callejon.

 

 

 

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