11141567_10206268425657867_1954967676_oDopo le lunghe code al Tribunale di Napoli dei giorni scorsi, l’avvocatura forense è in stato di agitazione. Astensione deliberata dal Consiglio Dell’Ordine degli Avvocati di Napoli  da tutte le udienze ed attività giudiziarie civili, penali ed amministrative per i giorni 15, 16 e, 17 aprile 2015. Nella mattinata del 14.04.2015 L’unione Giovani Penalisti si era subito attivata. Leggi l’articolo sul nostro portale.

Per Gennaro Demetrio Paipais presidente dell’unione Giovani Penalisti di Napoli, la misura è ormai colma: “l’esasperato eccesso delle misure di sicurezza ha mortificato la professione forense a discapito della tutela del cittadino. Riteniamo necessario riflettere sullo svilimento del ruolo del difensore e chiedere, per l’effetto, al Consiglio dell’ordine di deliberare un’astensione”.

11157237_10206268426137879_521845715_oAggiunge L’avv. Marco Spena, Consigliere dell’Unione Giovani Penalisti: “è assolutamente inaccettabile che in un Paese democratico, l’onda di emotività scaturita dai fatti di Milano provochi effetti deleteri per lo svolgimento della professione forense. E’ stata lesa la dignità della funzione difensiva.  L’avvocato rappresenta un presidio per la difesa dei diritti inviolabili della persona umana e della sua dignità, come sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e come si evince anche dalla lettura della Costituzione. Invece, le modalità operative e l’inefficienza e scarsa predisposizione di uomini e mezzi per il controllo degli accessi in Tribunale, hanno in alcuni casi impedito l’esercizio della funzione difensiva. A causa delle enormi file, molti avvocati sono riusciti ad accedere in Tribunale con ritardo e non hanno, quindi, potuto assumere la difesa dei propri assistiti. A tutela di tutti e nei confronti di tutti gli operatori della Giustizia, sono opportuni  i controlli ma si deve investire.  La classe forense è stata ferita e non poteva restare inerte. L’ astensione serve sicuramente: aderendo, la Giustizia non segue il suo corso ordinario. Ma i busti in CastelCapuano devono rappresentare per gli avvocati di oggi un momento di riflessione. Forse, si poteva evitare una simile mortificazione“.

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