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Giustizia, approvata la nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Anm: “E’ contro i giudici”.

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anno-giudicCon 256 sì, 51 no e 63 astenuti la Camera dei Deputati, dopo il sì del Senato, ha approvato il disegno di legge che cambia le norme sulla responsabilità civile dei magistrati. Ad astenersi sono state varie forze politiche: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Sel e Alternativa Libera. Il voto contrario è, invece, arrivato dal Movimento 5 Stelle. Per il governo – che ha dato parere negativo su tutti gli emendamenti presentati – questo è un passaggio storico, in quanto si tutelano maggiormente i cittadini.

Durissima la reazione dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), secondo la quale si è approvata una legge contro i magistrati e la loro indipendenza proprio nel momento in cui la corruzione è dilagante in tutto il Paese.  La nuova normativa va a riformare la legge Vassalli del 1988. Viene mantenuta comunque la responsabilità indiretta: il cittadino ha il diritto di citare lo Stato che a sua volta può, in seconda battuta, rivalersi nei confronti del giudice. Pertanto, nel caso in cui un cittadino abbia subìto un danno ingiusto, potrà far valere il suo diritto al risarcimento esclusivamente nei confronti dello Stato. Successivamente, scatta il c.d. obbligo di rivalsa nei confronti del magistrato. Lo Stato, pertanto, dovrà chiedere il risarcimento entro due anni dalla sentenza di condanna. Ciò nei casi di diniego di giustizia, dolo o negligenza inescusabile.

Rispetto alla normativa precedente, poi, il cittadino ha maggiori possibilità di fare ricorso e viene innalzata la soglia economica di risarcimento del danno che passa da un terzo fino alla metà dello stipendio netto annuo del magistrato. In caso di dolo, poi, il risarcimento è addirittura totale.

Un’ulteriore novità riguarda la soppressione e cancellazione del filtro – fino a ieri era prerogativa del tribunale distrettuale – cioè la verifica dei presupposti e la valutazione della c.d. manifesta infondatezza. Quel filtro che in 27 anni di applicazione della legge Vassalli ha limitato molto i casi di risarcimento. Infatti, su circa 400 ricorsi per risarcimento, solo sette hanno portato al riconoscimento del risarcimento per colpa grave o dolo dei giudici.

Per quel che concerne, poi, le ipotesi di colpa grave, questa si avrà non solo per l’affermazione di un fatto inesistente o la negazione di uno esistente ma anche in caso di manifesta violazione della legge nazionale ed europea, nonché con il travisamento del fatto o delle prove. Rientrerà nell’ipotesi di colpa grave, infine, anche il provvedimento cautelare personale o reale senza motivazione o senza copertura di legge.

Un fatto positivo è certamente l’adeguamento della normativa italiana a quella del diritto dell’Ue. Nel novembre del 2011, infatti, la Corte di Giustizia dell’Ue aveva condannato l’Italia per violazione degli obblighi di adeguamento dell’ordinamento interno al principio generale di responsabilità degli Stati membri della Ue in caso di violazione del diritto europeo da parte di uno dei propri organi giurisdizionali di ultimo grado. Ciò aveva portato ad una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per la quale si rischiava di pagare una multa di 37 milioni che, invece, dovrebbe essere ora sanata.

 

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Napoli, classe 1985. Dopo gli studi in Relazioni Internazionali presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, si è laureato con il massimo dei voti e la lode in Scienze della Politica e del Governo all’Università degli Studi di Perugia, discutendo una tesi sperimentale dal titolo “Gruppi di interesse e lobbying. Come banche e assicurazioni influenzano il policy making in Italia”. Gli studi seguono la sua passione: la politica. Ha interesse per lobbying, public affairs, governance e democrazia partecipativa. Impegnato nel sociale e nell'associazionismo giovanile. Già Presidente dell’Associazione “La Tela Bianca”.