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Girovagando per “L’Inferno di Dante”

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DSC_2657Nel Museo del Sottosuolo di Napoli, a pochi passi dal Museo archeologico nazionale, è possibile “studiare” in maniera insolita e alternativa l’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri. Attraverso uno spettacolo teatrale itinerante, i presenti potranno diventare protagonisti di una delle più rinomate opere letterarie a livello mondiale. Il museo, locato nelle cave di tufo napoletane, ben si presta al viaggio di Dante nell’Inferno insieme al suo amico e vate Virgilio, a cui tanto cara fu la città di Napoli: “Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope” (epitaffio posto sulla tomba di Virgilio che si trova a Napoli), ossia, “Mantova mi generò, la Calabria mi rapì, mi tiene ora Napoli”. Il viaggio di Dante, viaggio alla ricerca dell’amore, della retta via, caratterizzato dal passaggio dei 10 gironi dell’Inferno, si snoda in tre sale del museo. La prima sala, dove si radunano gli spettatori, è la Sala Bianca. Qui parte il viaggio del sommo poeta, che in compagnia di Virgilio, supera l’ira di Caronte, il traghettatore delle anime, si libera dalla lupa, dalla lonza e dal leone, metafore della lussuria, della cupidigia e della superbia, ascolta la voce suadente della sua amata Beatrice che lo raccomanderà a Virgilio, incontra Minosse e i due giovani amanti e cognati Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, condotti alla morte per mano del marito di Francesca. La redenzione continua nella seconda sala, la Sala delle Riggiole, dove i due amici verranno ostacolati dalle belve dell’inferno, tra cui Cerbero, il cane a tre teste, distruttore del presente, del passato e del futuro, Pluto il dio della ricchezza e le furie, ma questo non li fermerà nella risalita dell’inferno, neanche dopo l’incontro con Medusa, creatura che pietrifica chiunque la guardi negli occhi. Ed ecco allora che incontrano Farinata degli Uberti, Cavalcante Cavalcanti e Pier delle Vigne, poeta della corte di Federico II, imprigionato dall’albero di pruno. La terza sala, detta la Sala della guerra, è protagonista dell’incontro con Ulisse, l’uomo che osò sfidare gli dei con la sua intelligenza e astuzia, che come Dante viaggerà per tutta la vita per ritrovare la sua Penelope e la sua amata Itaca, dell’incontro con il Conte Ugolino e infine con Lucifero, l’angelo caduto dal cielo che rappresenta il male assoluto. E quindi, il finale, è tutto da scoprire.

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Storica dell'arte, addetta all'accoglienza turistica Regione Campania. Ama l'arte in tutte le sue poliedriche sfaccettature, dalla letteratura al cinema, dal teatro alle mostre museali, il tutto condito dalla passione per la cucina meridionale. La citazione che più la rappresenta appartiene ad Oscar Wilde:"Si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può vivere".