444Lo scontro ideologico non può condurre all’eccidio. La contrapposizione politica non può trasformarsi in vendetta, persecuzione e sangue. Il conflitto dialettico tra fazioni diverse non può giustificare violenze e omicidi, in nessun luogo e in nessun tempo. Le classi dirigenti internazionali attingano dalle pagine più nere della storia dell’umanità l’insegnamento che certe stragi, certi crimini, certe pratiche hanno inferto dolore non solo alle famiglie, ma al mondo intero e alla coscienza collettiva. Per questo mai più foibe, deportazioni, massacri”.

È questo il messaggio di Flora Beneduce, consigliere regionale della Campania e vice presidente della prima commissione consiliare permanente che si occupa di Affari istituzionali,  nel Giorno del ricordo, istituito nel 2004 in memoria dei martiri delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata. Questa data rimanda al genocidio di oltre 10mila  persone, inghiottite, vive o morte, dalle cavità carsiche, tra il 1943 3 il 1947. Tale eccidio fu perpetrato in nome della pulizia etnica dal maresciallo Tito e dai suoi partigiani per eliminare gli Italiani dall’Istria e dalla Dalmazia.

“Celebrare questa data significa ricordare all’ Europa e al mondo che i germi dell’intolleranza ideologica e razziale vanno estirpati – continua l’onorevole Beneduce – La pacificazione etnica e religiosa, attraverso il dialogo, è un valore assoluto, che non può avere etichette politiche o ideologiche”.

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