Nelle ultime settimane, il tecnico degli azzurri, Gennaro Gattuso si è presentato spesso con la benda nera a protezione dell’occhio destro. Le parole del tecnico dopo la partita di ieri sera hanno chiarito la situazione e sono allo stesso tempo un accorato appello per tutti quelli che vivono una situazione difficile dovuta ad una malattia: “Soffro di una malattia autoimmune, la miastenia. È da un mese che girano voci che muoio, ma tranquilli, non muoio. Vedere doppio è una grossa difficoltà e da un mese non sono me stesso” e poi l’appello, applaudito anche dal ministro Spadafora, ai più giovani. “Credo che i ragazzi hanno anche sofferto per questo. E voglio fare un appello, a tutti quei ragazzini che non si vedono belli. La vita è bella e bisogna affrontarla senza paura, non bisogna nascondersi”.

Ma cos’è esattamente la miastenia oculare? E’ una forma di miastenia gravis in cui i muscoli degli occhi e delle palpebre si indeboliscono. Una malattia cronica autoimmune, che insorge perché alcuni autoanticorpi inibiscono il meccanismo nervoso che permette la contrazione dei muscoli appartenenti al compartimento oculare. In pratica non vengono trasmessi in modo appropriato i segnali nervosi necessari alla contrazione dei muscoli del compartimento oculare. Principalmente i sintomi sono due: diplopia (o visione doppia) e ptosi (o palpebra cadente), può colpire a qualsiasi età, ma compare più frequentemente nelle donne al di sotto dei 40 anni e negli uomini oltre i 60. Purtroppo non esiste una cura definitiva per questa malattia, ma un trattamento adeguato aiuta a ridurre i sintomi.

Nonostante la forza e il coraggio di Gattuso, qualità dimostrate sin da quando era calciatore, i tifosi sono preoccupati per lui e per il suo futuro sulla panchina. Come confermato anche dalle parole di ieri sera, sta andando oltre i suoi limiti restando in panchina e svolgendo il suo lavoro nonostante la malattia sia in una fase critica che ci auguriamo passi in fretta. Il Napoli dopo gli ultimi risultati ha bisogno della guida ferma e leale del tecnico calabrese che sta dando alla squadra un’ossatura forte e un carattere quanto più somigliante al suo. Le sue parole: “tranquilli non muoio” fanno sorridere e allo stesso tempo fanno ben sperare sulla sua ripresa e sul proseguimento del rapporto con la squadra.

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