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“Folate Contemporanee” denuncia la violenza di genere

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donna-violenzaCASERTA – Al Tamarìn Arte Gallery di Marcianise (CE), il maestro Enzo Marino riserva uno spazio dedicato alle donne e lo fa durante il Finissage organizzato il 16 giugno per l’evento “Folate Contemporanee”.
L’arte diventa così occasione per presentare il paradosso del paradigma femminile. La donna, musa ispiratrice di quadri, disegni e sculture, è il soggetto principale non solo di un ritratto d’autore, ma anche di un triste racconto. Enzo Marino si presenta come provocatore sociale e denuncia la violenza sulle donne attraverso una performance che inscena un tipico caso di abuso sessuale ai danni di una ragazza ucraina, avvenuto in tempi di guerra. L’artista sensibile al tema della violenza di genere dichiara a riguardo: “È da tempo che volevo fare qualcosa sulle violenze di genere. A volte le notizie dei giornali sembrano veri e propri bollettini di guerra”. Traendo spunto dagli abusi a catena perpetrati ai danni di giovani donne a seguito degli attacchi della Russia in territorio ucraino, il maestro ha ricostruito un reale stupro collettivo di soldataglia, equiparabile ai tanti episodi che avvengono quotidianamente nelle aree metropolitane.
“La violenza è violenza sempre e vale per la guerra, per le città incontrollate, per i luoghi domestici” sottolinea l’artista – “La mia provocazione vuole risvegliare le coscienze, smuovere le istituzioni, mettere al centro la violenza come abuso, come azione di gente vigliacca”. Attraverso il racconto dei momenti terribili e salienti dello stupro collettivo, parte una denuncia che intende scuotere la società e principalmente il mondo maschile. La voce calda e coinvolgente di Pina Savorra rende bene l’idea della drammaticità dei momenti di violenza subìti da una donna. La versione integrale del testo lascia tutti nel silenzio totale. Il corpo femminile diventa un semplice strumento nelle mani di un uomo che la tortura e ne deturpa la bellezza. I 180 spettatori presenti in sala non hanno reagito con indifferenza alla provocazione lanciata durante l’evento artistico: animo e psiche dei convenuti sono stati travolti dalla brutalità di un caso di violenza di guerra che per un attimo li ha catapultati nell’animo ferito di una donna privata della sua dignità e della capacità di reagire. Con la rappresentazione di Emma Crimi, Luigi Savona, Giovanni Ferrara, Genny Siesto e Sergej, il maestro Enzo Marino ha ribadito un sonoro NO alla violenza di genere.

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Da insegnante e redattrice insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.