Padre Ludovico da Casoria: il grandissimo “ Fraticello d’oro” della nobile Terra di Casoria nella sua strabiliante parabola terrena era popolarissimo in tutti i  ceti sociali. Particolare fu la sua popolarità tra gli artisti e letterati dell’epoca. Ci soffermiamo solo su tre grandi artisti che vollero dedicare le proprie opere al Santo Padre dei “senza nessuno”. Lista, Ciseri  e Cifariello.  Stanislao Lista firma il gruppo di sculture, che il Padre Ludovico aveva voluto a Posillipo, all’Ospizio Marino. Antonio Ciseri, pittore molto noto in quel periodo. Conosciuto in particolare in Toscana. A Lui Padre Ludovico commissionò tutti i quadri della bellissima chiesa del Sacro Cuore di Gesù in Firenze, voluta dal padre Ludovico accanto all’orfanatrofio dei suoi piccoli sordomuti. Infine il Cifariello, autore del monumento che i casoriani vollero dedicare al loro amato santo nel 1914, primo centenario della nascita del loro illustre concittadino. Filippo Cifariello nasce a Molfetta nel 1864 e muore a Napoli nel 1936. Fu scultore, allievo di A. D’Orsi, all’Accademia delle Belle Arti di  Napoli. Ben presto lasciò la scuola per iniziare a modellare figurette di genere sul modello del grande artista Gemito. Le sue opere di maggior pregio sono quelle di carattere monumentale. S. Barbara (Basilica di San Paolo) in Roma. I monumenti: Umberto I a Bari, Mazzini a Molfetta, A. Saffi a Forlì. Nel 1906, la svolta della sua vita. Viene chiamato in Germania a Dassau,  dove dirige la fabbrica di porcellane Lench e conseguente ideatore di modellini floreali in biscuit. Rimase in Germania alcuni anni. Nel 1905 a Napoli, uccide per gelosia la moglie Anna Browne, irrequieta canzonettista francese, nota per la sua avvenenza, ma viene assolto per seminfermità mentale. Il caso appassiona l’opinione pubblica. Un omicidio passionale di un artista molto noto che diventa un caso nell’ Italia post umbertina. La grande stampa segue il suo caso. Un artista famoso in tutt’Europa per aver tenuto nelle più grandi capitali del vecchio continente mostre affollate dal pubblico. Un grande ritrattista, ricercato da uomini illustri che volevano che lui dipingesse i propri volti. Come ad esempio il grande penalista napoletano Gaetano Manfredi. Il ritratto del Manfredi dipinto dal Cifariello si trova nel Cimitero monumentale di Poggioreale a Napoli, raffigurato all’atto di pronunciare una delle sue celebri arringhe. Amava e prediligeva la ritrattistica in quanto ebbe a scrivere che: “unica sorgente per gli artisti moderni era la psicologia figlia della personalità”. Un artista che potremmo definire verista. Il Cifariello, artista dalla vita tormentata, il 5 marzo 1936 a Napoli nel suo studio si toglie la vita. Questo triste epilogo viene tenuto sottotraccia, in quanto la grande stampa seguendo le rigide direttive dell’epoca non trattò la notizia con lo stesso risalto dato all’uxoricidio della moglie Ninì Browne ed al susseguente processo. Ebbene il Cifariello conosceva Padre Ludovico. Tant’è che in carcere per l’omicidio della moglie fa voto al grande francescano casoriano che in caso di assoluzione avrebbe modellato un busto in bronzo al “santo dei poveri”. Dopo l’assoluzione mantiene fede alla sua promessa. Il busto che oggi guardiamo nel cuore ferito del centro storico di Casoria: piazzetta Santa Croce. Il busto venne eretto su di una colonna di granito ritrovata a seguito di scavi effettuati nell’antico Palazzo Carmignano a Casoria( di sicuro il più grande palazzo storico della città, abbattuto per far posto a palazzine) che si trovava per intenderci tra Vico V Marco Rocco, e Via Leonardo da Vinci nel pieno di quel centro storico della nostra città, distrutto dai palazzinari in combutta con la mala politica locale in una sorta di  “Mani sulla Città” che hanno cancellato la memoria storica ed identitaria del popolo casoriano: un vero e proprio crimine impunito contro la “grande bellezza” della nostra città.
Il monumento fu innalzato dal Comune di Casoria su di un grande basamento in Pietrarsa, su progettazione e disegno dell’Ing. Domenico Salierno, grande estimatore di Padre Ludovico, esponente di una famiglia e di una casata storica di Casoria da oltre duecento anni a questa parte. Una famiglia che ha sfornato decine di tecnici affermati e stimati, dal Regno di Napoli ad oggi.   Il monumento poteva e doveva essere ristrutturato a seguito dei lavori di rifacimento del centro storico con i finanziamenti del Più Europa. Ennesima occasione persa per la nostra città. In occasione della canonizzazione di San Ludovico nel 2014, il regista e produttore di un film, poi trasmesso dalla Rai e da TV2000 sulla sua vita ci confidò che non aveva potuto effettuare le riprese del monumento per le pessime condizioni in cui si trovava. Onore e lode eterna a Padre Ludovico da Casoria, “carne della carne” del popolo casoriano, a cui la Divina Provvidenza ha concesso con benevolenza e carità di far nascere nella nobile Terra di Casoria un uomo, un santo: un protagonista di primo piano nella storia della Chiesa cattolica e del secolo Ottocento.

FONTI: PADRE LODOVICO DA CASORIA APOSTOLO DEL MEZZOGIORNO DI GAETANO CAPASSO CELEBRAZIONI DEL CENTENARIO 1885-1995-

TRECCANI LA CULTURA ITALIANA: DIZIONARIO BIOGRAFICO DEGLI ITALIANI.    

 

 

 

 

  

 

 

 

 

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