FONTE FOTO: https://www.psbprivacyesicurezza.it/

Di Massimo Rea e Gaetano Cimmino – La Fase due è ormai alle porte, sebbene le modalità previste dall’attuale Governo siano state oggetto di critiche ed invettive, poiché di fatto non prevedono una vera ripartenza ma un semplice allentamento delle misure previste dalla Fase uno.

Il rischio sul piano economico è enorme, così come dimostrato dai recenti dati sul Pil dell’Eurozona, che non mai a livelli così bassi e preoccupanti; in Italia, più che altrove, la pandemia espone il Paese alla prospettiva di un vero e proprio dramma socio economico, se consideriamo che in alcuni settori il crollo è stato totale, mentre tutto il comparto industriale e le manifatture, oltre che il mondo degli autonomi in generale, soffrono  una mancanza di prospettive certe e di tempistiche determinate.

Dal canto suo l’Europa, così com’è strutturata, ha mostrato tutti i limiti di un assetto calibrato sulle necessità e volontà della Germania; prendiamo la BCE, che come mission ha principalmente quella della difesa della moneta: come ha affrontato la crisi?

Christine Lagarde conta i danni ma, al momento di annunciare le misure da prendere, si dimostra più indecisa di Don Abbondio e determina l’ennesimo crollo delle borse, in un momento che sembrava invece riportare l’ottimismo tra gli investitori.

Tutto ciò mentre la Federal Reserve e la Banca Centrale giapponese annunciano interventi immediati e consistenti nel sostenere lo sforzo della ripresa.

Ma questo attendismo da parte di Conte, è realmente giustificato sul piano scientifico e sanitario, se consideriamo i rischi e le responsabilità che questo Governo sta assumendo?

Per gli amanti degli inglesismi siamo alla fase di end lockdown (fine confinamento) o Fase 2 ma il termine più corretto sarebbe quello di release, in quanto ci apprestiamo a svincolare milioni di italiani, che fremono per riversarsi per le strade e nei negozi, purtroppo spesso carenti sotto il profilo del senso civico.

Sicuramente ognuno di voi quando pratica un prelievo per emocromo, avrà notato alla voce globuli bianche altri nomi: neutrofili, eosinofili ecc, ma pochi sanno che i leucociti (dal greco leucos bianco e cytos cellula) sono prodotti dal midollo osseo che si trova nelle nostre ossa lunghe e piatte.  La funzione principale dei leucociti è quella di preservare l’integrità biologica dell’organismo tramite l’attuazione dell’immunità cellulare. Possono avere un nucleo polilobulato e sono detti granulociti (neutrofili, basofili ed eosinofili) o un solo nucleo come monociti e linfociti, questi ultimi sono deputati a generare i famosi anticorpi. I monociti e i granulociti sottendono all’immunità innata, mentre i linfociti che oltre ad essere nel sangue circolante si trovano nei linfonodi e in organi quali la milza, il fegato e il timo sono i responsabili dell’immunità acquisita.

Il sistema immunitario è un complesso network con centinaia di cellule specializzate, che a volte possono riversarsi contro (come nelle malattie auto-immunitarie o nel caso dell’immune enhancement ). La buona efficienza di questo Sistema prevede uno stile di vita sano, un sistema non sovraccaricato, tant’è che in età pediatrica dove il sistema è ancora immaturo, ma gli organi linfoidi tipo il timo sono ben sviluppati, oltre ad una probabile differenza dei recettori che limitano il virus,  i casi di COVID sono stati nulli.

L’OMS ha fatto plauso al governo svedese, che ha messo in atto misure di salute pubblica basandosi sul senso civico e sul rapporto di fiducia con la cittadinanza. E nonostante non ci sia stato un lockdown, favoriti anche dalla bassa densità abitativa e da abitudini socio-antropologiche non certamente mediterranee, hanno avuto circa 20 mila casi con una percentuale di decessi sovrapponibile a quella italiana, a con un danno economico e sociale nettamente inferiore (prevedono un calo del PIL del 3%, meno della metà di quello italiano) e con un minimo stress delle strutture sanitarie, mentre in Italia l’aver svenduto la Sanità pubblica è stato pagato con la vita di 120 medici e 30 infermieri.

Parafrasando Peter Baldwin, storico americano conterraneo, bisogna dire che esiste una politica della prevenzione, lo schizofrenico contradditorio tra contagionisti-quarantenisti tipico degli stati centralizzati e i loro oppositori borghesi-liberali. Di norma sia chi detiene il potere economico sia gli stati più fragili dal punto di vista economico-amministrativo tendono al contenimento, fino alla militarizzazione e l’offesa della libertà individuale, con lo spregio del diritto sacrosanto di poter seppellire i propri morti. Durante le epidemie tra ’800 e ‘900 la Svezia, monarchica, è sempre stata una nazione “quarantenista” come brillantemente descritto nel saggio di Baldwin, l’evoluzione attuale liberale è da imputare all’evoluzione socio-culturale, all’alto senso civico, e ad un welfare efficientissimo, quindi lontani anni luce dalla nostra società.

L’OMS non consiglia l’uso di mascherine all’aria aperta, né l’utilizzo di DPI tipo FP2/3 per non sottrarli agli operatori sanitari, stressando le misure igieniche (in particolare il lavaggio ripetuto delle mani) e il distanziamento sociale, mentre in Italia la mascherina diventa obbligatoria, tranne che per i bambini sotto i 6 anni, e soggetti con forme di disabilità non compatibili con il suo uso continuativo. Si obbligano gli esercenti a sanificare ambienti restati chiusi oltre 40 giorni, creando barriere fisiche oltre che sociali e morali, si liberalizzano gli scambi socio-affettivi sperando sulla buona volontà delle persone che non sanno neanche come indossare correttamente la famosa mascherina.

E’ indiscutibile che l’utilizzo della mascherina oltre al distanziamento di almeno 1 metro sono le uniche armi a disposizione per creare una barriera tra le persone, cosi come il senso civico di evitare inutili assembramenti e auto isolarsi nel caso di sintomi febbrili con tosse. Ma da quanto detto la popolazione maggior mente a rischio resta quella anziana con comorbidità (diabete e malattie cardiovascolari in primis, patologie oncologiche e il tabagismo). Al momento vista la chimera del vaccino gli scienziati di tutto il mondo sono concentrati sullo sviluppo di anticorpi monoclonali ad azione antinfiammatoria come l’ormai noto tocilizumab, o la possibilità di usare anticorpi di pazienti guariti da COVID. La tecnologia in questo caso e in futuro ci viene incontro, in questi giorni gli insegnanti, gli studenti e migliaia di lavoratori hanno imparato che è possibile lavorare stando a casa, è stata sviluppata un applicazione per cellulari, utile a tracciare e creare un database di pazienti a rischio per mettere in atto azioni preventive ed eventualmente utilizzarla come programma per la telemedicina. L’App immuni, nonostante una recalcitrante stampa contro, sarà non obbligatoria e garantirà i famosi dati personali, che ogni giorno in modo inconsapevole e fraudolento vengono carpiti dal web, soprattutto con i social (wathsapp, facebook ecc.). Il futuro della lotta ai virus, ne esistono 10mila miliardi di cui 130 con tropismo per le cellule umane, sarà nel rispetto della biosfera e diversità biologica. I pipistrelli, che svolgono al pari delle api un ruolo fondamentale nell’impollinazione e nel tenere sotto controllo le popolazioni di insetti dannosi, hanno un potentissimo sistema immunitario ergo i virus che li attaccano diventano più potenti e nel passaggio di specie, così come è avvenuto hanno avuto un effetto devastante su scala planetaria. L’industria alimentare con allevamenti intensivi favorisce, molto più dei mercati cinesi, il passaggio di specie con rischio di nuove zoonosi.

Ma in futuro questi parassiti potranno divenire nostri alleati nella lotta contro molte patologie incluso il cancro e solo il rispetto per l’ambiente potrà ristabilire l’equilibrio tra l’umanità che rappresenta una frazione insignificante (0.01%) delle oltre 100 milioni di specie che popolano il nostro martoriato pianeta.

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