Notificati avvisi di chiusura indagine per l’ex sindaco e tutta la giunta comunale del 2013, a causa del “falso in bilancio” a Casoria .

L’indagine, come ha riportato anche il quotidiano “Il Mattino”, risale a cinque anni fa, quando tutti i membri dell’allora giunta Carfora, ben 25 persone tra cui l’attuale vice presidente del consiglio della Regione Campania Tommaso Casillo, furono accusate dall’ex sindaco Francesco Polizio dopo che il figlio Emilio, all’epoca dei fatti consigliere comunale, votò contro il bilancio mettendo in luce”evidenti irregolarità”.

In pratica nel 2013 venne approvato un bilancio con entrate per il comune di Casoria di 29 milioni di euro come risultato del credito per multe accumulate in 11 anni tra il 2000 e il 2011.

Questa manovra ha rappresentato un vero e proprio “doping” politico: in effetti, secondo le accuse, non esisteva affatto, ma era stata accettata solo per mascherare spese che s’aggiravano a circa 15 milioni di euro.

La copertura, con “entrate aleatorie e strutturalmente infondate”, con il bilancio falso venne allora approvato dall’ex sindaco Carfora, oltre che da altri membri della giunta.

Tra gli indagati per la procura di Napoli Nord anche anche Sergio D’Anna, Valeria Esposito, Tommaso Casillo, Antonio Lanzano, Mariano Marino e Pasquale Tignola nonchè Alfonso Setaro, ex responsabile settore finanziario che non riscontrò il falso.

Altri sotto indagine sono Bonaventura Tralice, Luigi Maiello e Ciro Di Matteo, revisori dei conti che nella relazione firmata non contestarono alcuna irregolarità, seppur “palese” in bilancio.

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