fai-invasione-digitaleIl giorno 27 aprile 2014 due realtà operanti sul territorio nazionale (e non solo), hanno portato avanti un sodalizio iniziato lo scorso 7 marzo; si tratta della collaborazione tra un gruppo di volontari dai 18 ai 40 anni, il FAI giovani Napoli e Invasioni Digitali, il format ideato dal giovane partenopeo Fabrizio Todisco. Il FAI giovani Napoli è una delegazione di giovani che hanno sposato la missione del FAI (Fondo Ambiente Italiano) e che si dedicano in qualità di volontari alla promozione ambientale e culturale napoletana. Diversamente, invasioni digitali, è un format che consente, attraverso accordi presi con le istituzioni pubbliche e private del luogo, di fotografare e riprendere con supporti tecnologici, quali smartphone e tablet, i capolavori d’arte custoditi in musei e strutture fortemente legati all’identità del territorio in modo da renderli visibili e condivisibili sui social media più usati ai nostri giorni, facebook, twitter e instagram. Queste due realtà hanno cooperato per un obiettivo comune al motto di “LIBERIAMO LA CULTURA” consapevoli dell’importanza della valorizzazione e della fruibilità dei beni culturali in un paese che conta il maggior numero di beni Unesco (ne conta infatti ben 49).

In quell’occasione sono stati scelti due musei da poter “liberare”: il museo civico Gaetano Filangieri, sito in via Duomo a Napoli, contenente la collezione privata ottocentesca del principe di Satriano Gaetano Filangieri costituita da armi, ceramiche, statue, suppellettili e circa 15000 volumi di testi antichi, definito inoltre un museo nel museo in quanto la struttura ospitante è un palazzo simbolo dello stile rinascimentale napoletano ed il museo ed ente di beneficenza Pio Monte della Misericordia, sito nella rinomata via Tribunali e noto per conservare le Sette opere di misericordia, uno dei tre dipinti custoditi a Napoli del celeberrimo maestro Caravaggio.

Attraverso questo evento si è notato come il popolo napoletano ed i turisti stranieri, di qualsiasi fascia d’età, abbiano “fame” di conoscenza e ciò può soltanto far sperare che la cultura e il turismo possano divenire il cuscinetto di salvezza non soltanto di Napoli e della Campania ma di tutta la nazione.

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