di Margherita De Rosa – Questo il grido che si eleva, a dispetto di una secolarizzazione dilagante e di un sempre più marcato materialismo, nel tempo di preparazione e nella festa del santo patrono di Casoria; a dispetto dei tempi, la devozione e l’affetto per il “gran Santo”, taumaturgo e ubbidiente, non perdono spessore ed incisività e coinvolgono, per fortuna dei casoriani e della Chiesa tutta, tantissimi giovani, presenti nel corso delle diverse celebrazioni precedenti il 15 gennaio e la sera della festa, quando una basilica gremitissima di fedeli “maurini” ha accolto S.E., il Cardinale Crescenzio Sepe, che ha benevolmente accettato l’invito del Preposito Curato don Mauro Zurro, parroco della comunità di San Mauro, a suggellare un tempo di preghiera e di gioia come quello che ha inizio il 6 gennaio per concludersi il 22, e che tocca il suo apice, appunto, nella festa liturgica del Santo benedettino del 15. Uno scroscio di applausi ha dunque interrotto il discreto brusio nel tempio all’ingresso del Cardinale, che ha proceduto lungo tutta la basilica benedicendo l’assemblea e stringendo calorosamente le mani di quanti, non senza sforzo, gli si avvicinavano per sentire, con più concretezza, la sua presenza, per coglierne, fisicamente, il calore paterno, perché, oggi, si sa, la gente ha disperatamente bisogno di questo e il nostro Cardinale, che ben conosce i bisogni del gregge a lui affidato, non si risparmia nel prodigare il suo affetto e le sue benedizioni a chi si accosta a lui e, grato, se ne allontana, più carico in cuore di una nuova speranza. La letizia del popolo di Dio era evidente, suggestivo l’incontro con il Presule in una giornata speciale per i Casoriani, che raccontano ancora tra loro  la scelta compiuta dal “gran Santo”, che volle fermarsi nella terra di Casoria, allorché non ci fu verso di far avanzare il cavallo di colui che portava con sé le  reliquie di San Mauro Abate…e da allora, Mauro e il popolo casoriano si sono scelti e uniti in un connubio mai scalfito da nulla e da nessuno. Con questo spirito, di grande fede e profonda devozione, ha avuto inizio la solenne concelebrazione, preceduta dal saluto del Preposito, che ha ringraziato tutti i sacerdoti presenti, i parroci del territorio, le rappresentanze degli istituti religiosi, il sindaco, avv. Pasquale Fuccio, le autorità civili e religiose, a cui nome ha ringraziato il Cardinale; egli ha poi sottolineato che la comunità di san Mauro è simile ad una grande famiglia, in cui tutti sono accolti con amore e, proprio per questo, è stato significativamente toccante l’incontro con le altre comunità parrocchiali, che hanno preso parte alla novena di preparazione, così come particolarmente emozionante è risultata la “peregrinatio” delle reliquie del Santo in alcune parrocchie del territorio. Una menzione di particolare gratitudine è stato rivolta da don Mauro Zurro al Sindaco, che ha reso possibile, per il tramite di una migliore viabilità, l’accesso alla Basilica, segno esteriore, questo, di un percorso di rivalutazione del territorio, non solo dal punto di vista urbanistico ma anche sotto il profilo religioso. A queste parole hanno fatto eco quelle di S.E. che ha evidenziato che la “comunione” non è da considerarsi solo quella realizzantesi all’interno della singola comunità di san Mauro, ma, in occasione della festa patronale, essa è da intendersi quale comunione dell’intero popolo di Casoria, che si riconosce nell’appartenza ad un’unica identità e alla medesima fede e, pertanto, egli ha aggiunto: << di questo vogliamo ringraziare il Signore, che ci ha fatto dono di una comunità così viva e tutto poniamo nella mani di Dio, per intercessione di san Mauro>>. Nella sua omelia, poi, il Presule ha così parlato ai fedeli: << Cari amici, è con gioia che ritorno a Casoria dopo un anno di assenza; è questa un’opportunità per celebrare, con san Mauro, i Santi tutti, che sono costruttori della fede; il nostro ritrovarci qui è segno evidente di una profonda spiritualità, che riguarda la Chiesa nel suo complesso, oltre che la comunità di san Mauro, ed ha la sua ricaduta sull’intera città di Casoria, che vive con sincera partecipazione la festa del suo santo Patrono, evento che coinvolge ciascuno nell’esprimere la propria devozione , il personale impegno cristiano…  e’ bello, inoltre, che siano presenti tutti i parroci, i carabinieri, le istituzioni: a tutti va il mio abbraccio nell’amore di Cristo. Ma ora, chiediamoci: perché San mauro oggi è ancora così sentito e amato? La risposta è semplice: perché la santità non ha tempo, né spazio, perché il messaggio che egli ha incarnato è eterno! San Mauro non è venuto a Casoria di persona,  ma qui, in questo popolo, ha inculcato una devozione così profonda da farlo percepire come nostro amico, come uno di  noi e quando si è nel bisogno a lui si parla, come ad una  presenza cara e fidata… San Mauro era di nobile famiglia, avrebbe potuto diventare un uomo ricco e importante ma la Provvidenza volle che egli ricevesse la sua formazione presso San Benedetto, il quale gli insegnò, prima che l’erudizione, la bellezza dell’essere più intimamente legato a Cristo, così da diventare strumento di evangelizzazione. E l’insegnamento di San Mauro è ancor oggi validissimo! Ma cosa ci insegna il “gran Santo”? Ciò e Chi abbiamo il dovere di ascoltare: Dio, Dio che parla agli uomini, a ciascuno di noi; Mauro ci insegna a credere fermamente in Colui che ci dà la vita perché è a Lui che dobbiamo rivolgere la nostra attenzione, a quel Dio che attraverso Cristo si è fatto uno di noi, per salvarci ma anche per condividere la nostra condizione umana.. ora, ognuno, sull’esempio di san Mauro, come uomo, come donna, come cittadino, deve impegnarsi in prima persona ponendosi al servizio di un Dio che si è posto al servizio dell’uomo, di ogni uomo, senza distinguo alcuno. La vita di san Mauro è testimonianza dell’essere di Dio; i miracoli compiuti dal Santo sono segni importantissimi ma ciò che conta è l’amore, così come per Gesù Cristo, che tanti miracoli compì ma tutti furono superati dal miracolo dell’amore e cioè dalla sua morte in croce: l’aver dato la vita sulla croce per noi può definirsi il miracolo dei miracoli! Noi, figli di Dio, possediamo, per questo motivo, una dignità che nulla ha a che fare con gli incarichi più o meno importanti che ricopriamo nel quotidiano… Dio è presente nella vita di tutti, al di là e oltre lo status sociale dell’individuo: che Dio sarebbe se non fosse presente nella vita di un padre disoccupato, di una madre in difficoltà, nei tanti giovani allo sbando? Egli c’è ma va riscoperto, ritrovato in quei valori purtroppo smarriti e la cui assenza è alla base di fenomeni aberranti come quello delle baby gang, segno di un’infanzia e di un’adolescenza votate alla scelleratezza… purtroppo, quando non si avverte più la presenza di Dio nella propria vita, la società precipita, quindi, per ricostruire il tutto, necessitano i valori della giustizia, della pace, della fraternità, dell’amore, della solidarietà e ciò si verifica solo appartenendo a Cristo, così come fece san Mauro, che appartenne completamente al Signore, che non accetta mezze misure o compromessi: chi non è con me, è contro di me, Egli disse… Ecco, l’essere cristiani è una scelta totalizzante, si è tali sempre, dentro e, soprattutto, fuori  le mura del tempio… l’ essere buoni cittadini significa essere buoni cristiani, perché l’agire per il bene comune è un atto d’amore verso gli altri, è un mettersi a disposizione del prossimo… quindi, al di là del livello sociale, dei gradi e quant’altro, tutti devono porsi, sull’esempio di Mauro, al servizio degli altri. Donarsi, sacrificarsi nella carità: questo è il monito per ciascun vero cristiano. Tutti devono operare in tal senso, poiché questo è l’unico modo per testimoniare la sequela di Cristo e far sì che Egli sia conosciuto. Colgo ora l’occasione per formulare i miei auguri nella santità a tutti i Mauro presenti, al parroco in particolare e rivolgere un grato ricordo a padre Mauro Piscopo, indimenticabile pastore d’anime di questa città. Infine concludo dicendo che siamo all’inizio di un nuovo anno: che sia un anno da vivere sotto la protezione di San Mauro, con l’augurio che siate degni di essere chiamati cristiani in quanto concretamente testimoni autentici di Cristo: che Dio vi benedica e che ‘a Maronna v’accumpagne>>. Prima della conclusione della bellissima cerimonia liturgica, il Cardinale ha proceduto all’accensione della lampada al Santo patrono, lampada che è simbolo delle fede sempre viva del popolo casoriano e dell’impegno concreto che ciascuno si assume in quanto cristiano; ha fatto seguito poi la preghiera di affidamento al Santo di tutti ed in particolare dei giovani, affinché avvertano l’esigenza di “volare in alto”: e il desiderio di tutti è quello di andare oltre, di superare gli ostacoli di una quotidianità non sempre facile, per proiettarsi in una dimensione di vera fede, di autentica speranza, di profonda carità, virtù e valori che cambieranno la vita di ciascuno e renderanno la nostra società un po’ più lontana dal male e molto più vicina a Dio, che è pace dello spirito e gioia dei cuori, così come vorrebbe  il grande e amatissimo San Mauro.

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