L’India è uno Stato Federale con capitale Nuova Delhi. È la settima nazione per estensione geografica al mondo e la seconda più popolata, con quasi un miliardo e mezzo di abitanti. Gli stati federati sono ventinove: Andhra Pradesh, Arunachal Pradesh, Assam, Bihar, Bengala Occidentale, Chhattisgarh, Goa, Gujarat, Haryana, Himachal Pradesh, Jammu e Kashmir, Jharkhand, Karnataka, Kerala, Madhya Pradesh, Maharashtra, Manipur, Meghalaya, Mizoram, Nagaland, Orissa, Punjab, Rajasthan, Sikkim, Tamil Nadu, Telangana, Tripura, Uttar Pradesh, Uttaranchal.

Nell’Uttar Pradesh c’è Agra, una caotica cittadina di confine che deve la sua fortuna ad una delle grandi meraviglie architettoniche della storia: il Taj Mahal. Il Taj Mahal, nel senso comune considerato un tempio, in realtà è una tomba che il sovrano Moghul Shah Jahan fece costruire in onore della seconda moglie Mumtaz Mahal, deceduta nel 1631 durante il parto. Il mausoleo vero e proprio, conosciuto come Taj Mahal, è in realtà inserito in un monumentale complesso più vasto. Il primo elemento è il grande portale di ingresso (Darwaza)

di colore rossastro che mirabilmente cela la vista del mausoleo fino all’arrivo della grande porta ad arco

Il candore e le dimensioni gigantesche del Taj Mahal, che appare lentamente al visitatore nella penombra dell’ingresso, fanno sembrare lo stesso come una illusione degna del Hezār-o yek šab (nome persiano delle “mille e una notte”). Davanti al Taj Mahal c’è un grande spiazzo giardino (bageecha) con grandi fontane ed un minareto; ai lati una grande moschea (masjid) ed un edificio destinato ad accogliere i pellegrini (mihman khana).

Si diceva che il Taj Mahal è una tomba. Accoglie due sarcofagi: quello di Shah Jahan e quello di Mumtaz Mahal. Taj Mahal vuol dire “palazzo della corona” o “corona del palazzo”. Lo stesso edificio è come una immensa corona posta sul capo di Mumtaz e tutto è pensato per ricordarla e renderla immortale: dai versetti del corano incisi sulla facciata alla simbologia varia presente nel monumento. Shah Jahan aveva varie mogli ma probabilmente Mumtaz era quella che amava veramente, per esaudire un desiderio della quale ha realizzato qualcosa che ancora oggi desta un enorme stupore ed è inserita tra le sette meraviglie del mondo. E’ il tempio dell’amore! “Una lacrima di marmo posata sulla guancia dell’eternità” per usare la bella definizione del poeta indiano Rabindranath Tagore. Una folla immensa si reca tutti i giorni a vederlo. Eppure, il Taj Mahal è stato recentemente escluso dalla lista dei siti turistici consigliati nella guida del Ministero per il Turismo indiano, sembrerebbe perché non in linea con le tradizioni e la storia del paese.  Dissentiamo profondamente e la vista del Taj Mahal da sola vale il viaggio.

Vi consigliamo vivamente di recarvi ad apertura (il sito apre alle 6.00), sia per godere del fresco della mattina che per evitare la folla oceanica (si stimano decine di migliaia di visitatori giornalieri) che renderà la visita meno suggestiva e, in particolare, rovinerà le vostre foto.

Condividi su
  •  
  •  
  •  
  •  
  •