Sulle remote coste del Sudafrica, a circa 200 km ad est di Città del Capo in direzione di Capo Agulhas, punta estrema dell’Africa, c’è un promontorio roccioso sorvegliato, come da un nume tutelare, da un grande faro che getta la sua luce fin oltre Dyer Island. Il suo nome è tutto un programma: Danger point! Fu costruito nel 1895 per segnalare a tutti i marinai che doppiavano il Capo di Buona Speranza l’insidia di queste scogliere spazzate da venti impetuosi, forti correnti e dal mare spesso in tempesta. Paradossalmente, questo tratto di costa è ancora più pericoloso con il mare in bonaccia, poiché il mare agitato rivela la presenza insidiosa di alcuni scogli affioranti, che si ritiene abbiano fatto molte vittime nei secoli, che invece il mare calmo nasconde. Questo punto è tristemente famoso per il naufragio nel 1852 di un grande veliero, l’HMS Birkenhead. Quarantatré anni prima che il faro Danger Point fosse costruito, la Birkenhead andò a sbattere sul bassofondo roccioso all’epoca non segnalato sulle mappe. Più di 440 persone a bordo morirono, ma le donne e i bambini furono portati tutti in salvo. Ciò che accadde nella notte del 26 febbraio 1852 riempie la letteratura marinaresca e la fantasia della gente di mare di tutto il mondo, dando spunto a decine di leggende. Si dice anche che l’usanza di mettere in salvo prima donne e bambini, oggi regola indefettibile nel codice di qualunque marineria, sia nata proprio in quella occasione. Ma si ritiene che siano tantissime le navi che hanno trovato la loro fine su questa scogliera e che almeno sette relitti di grandi navi si trovino nei fondali sotto il promontorio. Storie vere e leggende si mescolano in questo luogo pieno di sinistro fascino. Molti qui giurano di avere visto nelle notti buie e tempestose il “Flying Dutchman”, l’Olandese volante, il vascello fantasma che solca i mari in eterno, a cui un destino avverso impedisce di tornare a casa. La nave fantasma venne avvistata per la prima volta proprio a danger point, avvolta in una fitta nebbia esalante una luce spettrale.

Questa leggenda, resa celebre in tutta Europa da Richard Wagner con l’opera omonima, narra di un vascello partito da Amsterdam nel 1680 con a bordo un carico diretto a Giava per conto della Compagnia delle Indie. Avvicinatosi al Capo di Buona Speranza fu raggiunto da una grande tempesta; onde altissime flagellarono il vascello e giganteschi fulmini squarciarono le sue vele. Il capitano Vanderdecken udì una voce che dal cielo buio lo implorava di invertire la rotta, ma l’avido marinaio invocò il Diavolo affinché gli facesse doppiare il capo indenne in cambio della sua anima. La nave non passò il capo e fece naufragio; l’intero equipaggio morì. Il finale della leggenda ha due versioni: una vuole che lo spettro di Vanderdecken si mise al timone della nave da solo prendendo a vagare per l’oceano; l’altra più popolare narra, invece, che l’intero equipaggio fu rifiutato dalla morte e condannato a vagare in eterno con la sua nave senza una meta. Che possiate vedere o meno la nave fantasma e lo spettro del capitano intento a giocare a dadi sul ponte col diavolo in persona, Danger point è un luogo che merita assolutamente di essere visto. Può essere raggiunto anche a piedi da Van Dyks bay, oggi Kleinbaai, a patto di essere dei buoni camminatori. Una bella strada costiera di poco più di sei km conduce al promontorio e al faro. Durante il cammino non c’è davvero da annoiarsi. Infatti, lungo il percorso che alterna scogliere rocciose a calette di roccia e sassi piene di Kelp portato a riva dal mare è possibile vedere decine di specie di uccelli di ogni dimensione: da grandi Aironi, Ibis, cormorani a Beccacce di mare (Oystercatcher, Haematopus unicolor) e gabbiani antartici.  Nei fioriti cespugli decine di minuscoli tessitori del Capo e “sugar bird” svolazzano senza sosta. In determinati periodi, è facile scorgere lo sbuffo di molte Balene che frequentano numerose questo tratto di costa che va da Città del Capo fino a Port Elisabeth sulla eastern coast. Nell’estate australe, che corrisponde al nostro inverno, quando gli squali si avvicinano alle coste, non è difficile vedere affiorare in superficie la pinna dorsale del grande squalo bianco, incubo dei tanti pescatori di abalone della zona e presente in buon numero in zona, a caccia di foche e pinguini. Il faro è visitabile al modico prezzo di 19 Rand (circa 1,30 €). Appena entrati c’è una piccolissima esposizione di oggetti di bordo della Birkenhead. Saliti i 99 gradini della scala di ferro a chiocciola si arriva alla lente riflettente dalla quale si gode di una vista mozzafiato a 360 gradi di questo selvaggio e remoto angolo di mondo. Davanti, solo l’oceano e, poi, lontana, l’Antartide.

 

 

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