Se vi trovaste a Benevento nell’antico quartiere di Triggio camminando nei pressi del Teatro Romano, lungo la omonima via, notereste una piazzetta con una colonna di granito grigio sormontata da una croce in ferro battuto. Quella piazzetta costituisce il luogo di accesso a quello che è conosciuto come “il cimitero dei Morticelli”. Questo luogo, in vero non molto noto, è di grandissimo interesse storico e religioso. Per come appare adesso l’area rimane difficile intuire cosa ci fosse. Ciò che rimane è la facciata di una antica chiesa, protetta solo da un malconcio cancello in ferro battuto chiuso con una catena. E se avrete il privilegio di poter accedere all’interno, come è capitato a noi, noterete che, a parte un piccolissimo ambiente spoglio appena oltre il cancello, non rimane nulla se non un grande spiazzo invaso da vegetazione spontanea circondato da ciò che resta delle antiche mura con grate di ferro. Niente spiega cosa fosse in realtà quel luogo e l’unica cosa che si nota è la sua vetustà. Sebbene non particolarmente numerose, le fonti storiche hanno permesso di ricostruire per grandi linee la storia di quel luogo.

Si è dunque scoperto che questo era un Monastero benedettino risalente all’anno 837 d.C.  con una chiesa intitolata a San Lupo. La chiesa cadde in disuso durante il XVI sec. e a partire dal 1600 si comincio ad utilizzarla come cimitero di bambini, soprattutto morti prematuramente alla nascita;  ciò spiega perché ancora oggi venga chiamato cimitero dei “morticelli”. Tutta l’area fu oggetto poi di pesanti bombardamenti durante la seconda guerra mondiale che danneggiarono la struttura. Così, nel corso degli anni sessanta i resti mortali presenti nel cimitero furono traslati nel Cimitero comunale. Oggi come detto rimane ben poco: la facciata, un piccolo ambiente appena oltre, le mura perimetrali e l’area cimiteriale ormai dismessa, una piccola e pericolante scala esterna, che porta ad alcuni locali soprastanti, e sotto la quale c’è un piccolo monumento funebre (una croce ed un teschio in pietra).

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