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ESCLUSIVA – Afragola. Agguato ad Aniello Esposito: parla la moglie, la consigliera Cristina Acri

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Cristina AcriIntervista a Cristina Acri, la consigliera comunale più votata alle scorse amministrative ad Afragola con la lista Fratelli d’Italia.

Cristina, ci racconti fedelmente ciò che è accaduto lunedì scorso a suo marito Aniello Esposito.
Lunedì sera, intorno alle ore 20.00, ho ricevuto una telefonata dal fratello di mio marito, con la quale mi informava che Aniello era stato aggredito in zona Cinquevie ad Afragola e portato alla clinica Villa dei Fiori ad Acerra. 2 scooter con 4 uomini, tutti con il casco, lo hanno affiancato per un tentativo di rapina. Aniello si è accostato, tentando con lo sportello di strattonarli ed è sceso. C’è stata una piccola colluttazione. Quando si è rimesso in piedi, ha cercato di salire in macchina e di mettersi al volante, ma da dietro uno ha estratto la pistola e ha sparato 3 colpi. Si è intuito si trattasse di persone incompetenti, perché lo hanno colpito a quasi 10 mm dall’arteria femorale, per pochissimo sarebbe morto. Nonostante fosse ferito, ha tentato di rimettersi in macchina, ma perdeva troppo sangue e ha chiamato il fratello, che, giunto sul posto, lo ha trovato privo di sensi. I soccorsi lo hanno trasportato all’ospedale. Poco dopo sono arrivata io e ho trovato i carabinieri della compagnia di Acerra. In serata sono poi arrivati quelli di Afragola. Le indagini sono ancora in corso“.

A che ora è stato aggredito?
Sono stata avvisata alle ore 20.00, lui è stato portato in ospedale alle 18.30/19.00, quindi non era notte inoltrata come hanno scritto“.

Si pensa che gli aggressori conoscessero le abitudini della vittima…
Sì, io credo che lo seguissero, perché mezz’ora prima Aniello era in compagnia del fratello. Quindi hanno aspettato che restasse da solo per aggredirlo“.

Perché si è dato rilievo al fatto che l’aggredito fosse il marito di una consigliera comunale?
Vogliono un po’ ricalcare il mio ruolo istituzionale. È sì una vicenda di cronaca, però c’è una sovraesposizione proprio per questo. C’era la mia foto nell’articolo e non quella di mio marito o del luogo dell’aggressione. Non ho mai visto altri casi simili in cui si calcasse così tanto la mano su una persona non coinvolta nei fatti“.

Aniello Esposito è imprenditore nel settore dei rifiuti: cosa ha da dire riguardo al legame tra la posizione imprenditoriale di suo marito e l’agguato subito a cui si è fatto riferimento?


Mio marito nasce come imprenditore nel settore della nettezza urbana. Negli articoli si fa riferimento agli interessi di Casavatore. Voglio ricordare che l’appalto è stato vinto 5 anni fa, è tutt’ora in corso e la gara scadrà tra 2 anni. Quindi non trovo un nesso tra ciò che ha subito e la gara vinta 5 anni fa. Non è una nuova gara, non ci sono degli interessi freschi o anomali. Inoltre, per quanto riguarda il sociale, collaboriamo con Questura, Prefettura, e per vincere gare per l’apertura di un centro dobbiamo presentare il certificato antimafia“.

Non le pare un po’ eccessivo un tale assalto al fine di rubare un’auto?
Oggi il territorio afragolese è poco controllato, è terra di nessuno, dove tutti i giorni accade qualcosa“.

E lei a livello istituzionale tutto questo come lo vive?
Ora sono all’opposizione. Quando eravamo amministratori (amministrazione Nespoli, ndr) avevamo come punto cardine la sicurezza. Tant’è vero che abbiamo fatto il commissariato di polizia nelle Salicelle. Poi, c’è da dire, che non sappiamo se questi soggetti fossero sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, magari non si aspettavano una reazione da parte di Aniello“.

Una sua dichiarazione sull’accaduto.
È capitato ad Aniello, ma poteva capitare a chiunque. Poi, che mio marito sia un imprenditore che lavora nel sociale (ha due Centri di Accoglienza, uno ad Afragola e l’altro a Dugenta), che abbia l’appalto dei rifiuti a Casavatore, tutto questo è stato visto dai giornalisti come un’aggravante e non come un punto a favore. Un giovane imprenditore che rischia in questi territori è da apprezzare. Ricondurre un tentativo di rapina a tutt’altro mi sembra esagerato. Non necessariamente l’imprenditoria è collegata a piste criminali“.

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Giovane redattrice e membro della Croce Rossa Italiana. Appassionata di lettura, teatro e jazz, nel corso dei miei studi universitari alla Facoltà di Giurisprudenza ho, altresì, maturato uno specifico interesse per il tema dei diritti umani. Scrivo con lo sguardo rivolto, sempre, allo scenario internazionale. Legata alla figura autorevole di Oriana Fallaci, sprone ed esempio di coraggio, ho abbracciato un suo pensiero: “Se sono brava non lo so, lavoro duro, lavoro bene. Ho dignità. Ho una vita per dimostrarlo”.