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Emergenza idrica a Casoria. Quattro giorni infernali per i cittadini

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Quattro giorni da dimenticare per i cittadini di Casoria, che da domenica e fino alla tarda serata di mercoledì hanno dovuto fare a meno dell’acqua corrente, un bene prezioso a cui i casoriani hanno dovuto rinunciare per quasi una settimana. A causare questo grave disservizio lo stato di totale manutenzione in cui versano gli acquedotti campani, che da tempo necessitano di una totale opera di manutenzione rimandata di volta in volta dalle amministrazioni che si sono susseguite negli anni. È così la rottura di una tubazione idrica regionale a Caivano ha creato un gravissimo danno a centinaia di migliaia di cittadini, che a sorpresa si sono visti sospendere l’erogazione dell’acqua nel corso di una calda domenica agostana. 

Tra i tanti comuni colpiti da questa crisi idrica le città di Afragola, Casoria, Caivano e Cardito, popolosissimi nuclei urbani dell’hinterland partenopeo uniti per novantasei ore dallo stesso problema. Tra bypass realizzati nottetempo e vecchi acquedotti rimessi in funzione per l’occasione molti comuni sono riusciti a tamponare in qualche modo la mancanza dell’acqua, a eccezione, neanche a dirlo, di Casoria, dove i rubinetti sono rimasti a secco fino al pomeriggio di martedì. Una situazione paradossale, messa in evidenza anche dall’opposizione, che per giorni ha chiesto al primo cittadino la riapertura della presa adiacente al PalaCasoria. Una richiesta che non ha trovato risposta per tre lunghi giorni, durante i quali la cittadinanza ha potuto approvvigionarsi del bene più prezioso esclusivamente tramite alcune autocisterne messe a disposizione dalla Protezione Civile. 

L’emergenza trova una sua conclusione nella giornata di martedì, quando finalmente i tecnici dell’ABC provvedono alla riattivazione della vecchia alimentazione cittadina sita nei pressi di Via Pio XII. Non si conoscono con precisione i motivi dei ritardi che hanno costretto i casoriani a dover fare a meno dell’acqua corrente nei giorni più caldi della stagione estiva, creando disagi notevoli soprattutto agli anziani e ai disabili più anziani. Un episodio drammatico che ha fatto sì che si parlasse (negativamente) di Casoria nei telegiornali nazionali. Conclusa l’emergenza, è bene che si prendano i dovuti provvedimenti per fare in modo che non si verifichi mai più una situazione grottesca come quella che per quattro giorni hanno vissuto i cittadini di numerosi comuni dell’area nord di Napoli. 

Un disagio che si è prolungato anche nella mattinata di giovedì per i residenti della Cittadella che si sono risvegliati con i rubinetti a secco per via di un ulteriore guasto improvviso, questa volta sulla condotta Abc che proviene da via Stadera. Secondo indiscrezioni sarebbero state proprio le deviazioni del flusso verso Casoria centro a provocare sbalzi di pressione nella condotta che l’avrebbero danneggiata.

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Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.