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Elezioni, intervista a Severino Nappi

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Severino Nappi al Giornale di Casoria: “Serve un condono di necessità, Campania ingabbiata nell’immobilismo. Reddito di cittadinanza? Va modificato, non abolito”

Intervistato in esclusiva dalla redazione del Giornale di Casoria, il candidato alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale di Casoria, nonché consigliere regionale in quota LegaSeverino Nappi ha fatto il punto della sua campagna elettorale, soffermandosi sugli annosi problemi di microcriminalità presenti nel territorio e sulla proposta di un condono di necessità di cui il professor Nappi si è fatto portabandiera. Ecco le sue parole. 

Buongiorno professor Nappi, quello di Casoria è un collegio che raggruppa numerosi territori con problematiche differenti, probabilmente uno dei più complessi d’Italia. Cosa l’ha spinta ad accettare la candidatura?

«Io sono un uomo che pur avendo già una posizione professionale ha deciso di mettersi a disposizione della propria terra, lavorando affinché abbia finalmente le attenzioni che merita. In Parlamento ho intenzione di fare ciò che ho fatto fino ad adesso in consiglio regionale, portare i problemi della gente comune, i cittadini dei piccoli territori».

In consiglio regionale si è distinto come uno dei più agguerriti antagonisti di Vincenzo De Luca. Cosa contesta principalmente all’attuale Governatore?

«A parte di essere l’imitazione di Crozza? In realtà molti mi definiscono l’anti De Luca, io molto semplicemente faccio il mio dovere, quello per cui ho avuto la fiducia di chi mi ha votato. Credo che la nostra regione sia oramai in mano a lui che decide tutto senza confrontarsi con nessuno. Fuori dai circuiti istituzionali che contano, cioè quelli che ci fanno avere finanziamenti importanti. La Campania è ingabbiata nell’immobilismo, protagonista solo di satira via social e niente più.

Ho provato, dai banchi dell’opposizione dove siedo, a evidenziare le falle di una amministrazione che ha avuto la sua gloria grazie alla pandemia del Covid. Abbiamo perso soldi e posti di lavoro». 

La Campania è la regione con il più alto numero di percettori del reddito di cittadinanza. Quali sono le sue posizioni, e quelle della Lega, riguardo il RdC?

«Una posizione molto chiara: il reddito di cittadinanza è un sistema che va modificato ma non abolito. Si tratta di una misura che deve accompagnare chi è rimasto fuori dal mondo del lavoro fino a che non ci rientra. Nessuno ha mai detto che va eliminato, queste sono le fesserie che dice la sinistra che sa di perdere queste elezioni». 

La Lega ha tra i punti principali del proprio programma l’aumento della sicurezza nelle strade delle periferie. Casoria vive da anni un annoso problema di delinquenza che sembra impossibile risolvere. Qual è la sua ricetta per combattere la microcriminalità dilagante?

«Magari avessi una ricetta per combattere definitivamente questo problema. Posso però dire ciò che faremo appena eletti al governo del paese. Occorre aumentare la presenza degli uomini delle forze dell’ordine in strada, e rafforzare il sistema della videosorveglianza. I crimini occorre prevenirli, innanzitutto». 

I commercianti della zona temono l’aumento delle bollette in vista della stagione invernale. Come fronteggerete la crisi energetica se la Lega prenderà parte al prossimo governo?

«Noi della Lega abbiamo iniziato a lanciare questo allarme quando ancora nessuno ne parlava. Questo è stato il principale argomento della campagna elettorale, ma noi eravamo già consapevoli della sventura che è entrata nelle case e nelle aziende degli italiani. Ho incontrato padri che non sapevano se pagare le bollette o affrontare la spesa dei libri scolastici dei figli, ho parlato con imprenditori che non sanno come portare avanti le loro attività: noi dobbiamo essere pronti a sostenere tutti, per il bene della economia nazionale». 

Nell’area nord di Napoli non esiste un trasporto pubblico all’altezza. Tra linee soppresse, ritardi, scioperi, infrastrutture vetuste e veicoli obsoleti sembra essere fermi agli anni settanta. È possibile potenziare il sistema di trasporto pubblico in provincia, collegando l’hinterland al capoluogo?

«Questo è un problema che porterò all’attenzione del prossimo ministro delle Infrastrutture». 

Quello di Casoria è uno dei pochi collegi dove i Cinque Stelle sono competitivi all’uninominale. Come risponde ai loro continui attacchi contro la Lega e il suo segretario Matteo Salvini?

«Non rispondo. Perchè dovrei rispondere a chi sa che sta per perdere questa tornata elettorale?»

Lei in più di un’occasione ha avanzato l’idea di un condono di necessità, proposta che ha trovato la ferma opposizione del PD. Perché secondo lei è opportuno fermare la demolizione delle case abusive?

«Perché si tratta di una battaglia di civiltà, lo sa che ci sono centinaia di migliaia di famiglie che rischiano di vedere abbattuta la casa che hanno costruito e dove hanno cresciuto i loro figli per dei cavilli burocratici, o perché le carte con le richieste di condono sono seppellite negli scaffali di qualche ufficio? Ritorniamo al discorso dell’immobilismo di chi ci governa: in Regione ho provato a portare avanti questa mia proposta ma ho incontrato un muro. Eppure, il condono di cui parlo è quello per gli abusi di necessità: si tratta di una lotta che farò con l’appoggio di Salvini che si è detto d’accordo come ha affermato lo scorso primo settembre».

Terra dei fuochi, a Casoria e Afragola le scorie del Cantariello continuano a uccidere cittadini innocenti. Promette il suo impegno al territorio in caso di elezione per mettere in sicurezza una volta e per tutte questa martoriata zona?

«La Terra dei fuochi avrà l’attenzione che merita e sarà in cima all’agenda politica del prossimo governo di centro destra. Sono stato in questi giorni, con la sottosegretaria Gava, in posti dove ancora ci sono montagne e montagne di ecoballe che aspettano di essere smaltite, sistemate, azzerate, una situazione grottesca e paradossale dopo tanti anni. Anche in questo caso, la soluzione sta nella programmazione con tempi certi e non come quelli che da tempo sentiamo nelle promesse che durano il tempo di una tornata elettorale». 

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Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.